Rubrica: Campane a festa

 

Escono di cella le tre maestre, l'autore televisivo e il benzinaio cingalese
Sulla bidella si decide il 15 maggio. Duecento in piazza per festeggiare
Rignano, scarcerati 5 arrestati su 6
Il Riesame: "Non ci sono gravi indizi"

Un'insegnante: "Non mi devo nascondere. E' stato un inferno, scriverò un libro"
E Mastella chiede ai suoi ispettori di acquisire l'ordinanza emessa oggi

ROMA - Il Tribunale del Riesame di Roma ha deciso la scarcerazione di cinque delle sei persone arrestate per la vicenda dei presunti abusi su almeno 16 bimbi della scuola materna di Rignano Flaminio: sono la maestra Patrizia Del Meglio, suo marito, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello, le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e il benzinaio cingalese Kelum Da Silva. Motivo della decisione: secondo i magistrati, non ci sarebbero "gravi indizi" a loro carico.

La posizione della sesta arrestata, la bidella Cristina Lunerdi sarà esaminata dalla stesso tribunale il 15 maggio prossimo. Tutti e sei gli indagati erano in carcere - quello romano di Rebibbia - dallo scorso 24 aprile. E in serata si è appreso anche che il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha chiesto agli ispettori di acquisire copia dell'ordinanza di scarcerazione: "Il Guardasigilli - è detto in una nota - nel doveroso rispetto del segreto investigativo, ha chiesto di essere messo al corrente di ogni elemento utile per una valutazione di quanto è accaduto, alla luce delle competenze del Dicastero".

Intanto, subito dopo che si è diffusa la notizia della scarcerazione, ci sono state scene di gioia, da parte dei parenti degli indagati, davanti al Municipio del paese. Suonando i clacson dalle auto uno di loro ha urlato: "Ce le andiamo a riprendere, ce le andiamo a riprendere".

La maestra Silvana Magalotti è stata la prima ad uscire dal carcere: "Non mi devo nascondere. E' stato un inferno, ma leggerete tutto perchè ho scritto tutto ed ho intenzione di farne un libro". Poi la festa in piazza trasformata in una sorta di rito di liberazione dalla rabbia accumulata in queste ultime settimane. Quando due delle maestre, Silvana e Marisa, sono scese dalle auto, le 200 persone che affollavano Corso Umberto I hanno cominciato a piangere dalla commozione.
Una ressa di abbracci e di telecamere, dove le due maestre, piccole di statura, cercavano invano di far sentire la loro voce. Da qui la scelta di festeggiare non in casa, ma nel centralissimo "Bar dello sport" della famiglia di Silvana.

Tutti gli scarcerati sono tornati nelle loro casa ad eccezione di Kelum da Silva, colpito dal settembre scorso di espulsione perché irregolare. Per questa ragione il benzinaio è stato trattenuto nel centro di permanenza temporanea di Ponte Galeria. Qui potrà restare trenta giorni prorogabili di altri trenta.
Il collegio di magistrati chiamato a decidere sulla libertà degli imputati, presieduto da Bruno Scicchitano, ha finito l'udienza nel tardo pomeriggio di ieri, dopo aver ascoltato la replica del pm Marco Mansi, che ha ridabito la gravità dei vari indizi raccolti a carico degli indagati. Le difese avevano puntano le loro argomentazioni sull'infondatezza e sull'inconsistenza delle accuse contestate, che vanno dall'associazione per delinquere (anche se per questo reato il gip non aveva dato il via libera all'arresto) ai maltrattamenti, dalla violenza sessuale agli atti osceni in luogo pubblico.

E dopo la scarcerazione, sono arrivate le prime reazioni. "E' una decisione esemplare": questo il commento di Franco Coppi e Roberto Borgogno, difensori di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello. "Esemplare - haanno poi spiegato - perché rispecchia il nulla del materiale probatorio. Confidiamo che questa decisione costituisca motivo di riflessione intorno al problema della tutela della libertà personale, che è affrontato troppo superficialmente, a nostro avviso, nel nostro Paese".
Soddisfazione, come ovvio, anche da parte di Michele Angileri, portavoce del comitato istituito per sostenere l'innocenza dei sei indagati: "Era inevitabile - ha detto - era quello che ci aspettavamo. Prendiamo atto che il sistema giuridico in Italia globalmente funziona. Per fortuna, il mondo ancora gira e così la giustizia. Non poteva esserci altra conclusione".
Diverso l'atteggiamento dei legali delle famiglie. "Aspettiamo di conoscere le e motivazioni: queste le prime parole dell'avvocato Franco Merlino, che assiste alcune delle famiglie dei bimbi che avrebbero subito abusi sessuali. "Non abbiamo ancora - ha proseguito - né gli atti dell'accusa nè quelli della difesa. Dopo sarà la Procura a valutare i passi da intraprendere".
Increduli e stupiti, meno diplomatici dei loro avvocati, i genitori dei piccoli. "Vogliamo spiegazioni e soprattutto vogliamo capire le ragioni di questa decisione del Tribunale del Riesame" hanno detto ai loro legali, che li hanno invitati alla calma.

(10 maggio 2007)