Roberto Lerici, 6 marzo 1992:17 anni fa volava via un grande scrittore

 papa

di Roberta Lerici

Mi sono resa conto che sono già passati 17 anni da quando il 6 marzo del1992, a soli 60 anni, è morto mio padre. All'improvviso. Erano circa le due del pomeriggio, una telefonata della mamma, "stiamo aspettando l'ambulanza". Non lo sapevo, ma era già troppo tardi. Passano gli anni, si cresce, eppure il ricordo di quella giornata rimane intatto, se mi dicessero che è accaduto ieri, non farei nessuna fatica a crederci.La fortuna degli artisti e degli scrittori, è che ci lasciano qualcosa che testimonia il loro passaggio e che, quindi, anche le generazioni successive possono apprezzare. Di tutta l'opera di mio padre, oggi pubblico la poesia "Questo amore", resa famosa da Gigi Proietti nello spettacolo "A me gli occhi, please" che mio padre scrisse per lui nel 1976.Questo è solo uno delle centinaia di testi che ha scritto per il teatro, il cinema e la televisione. Chi volesse saperne di più andare su Face Book dove troverà una pagina a lui dedicata curata da mio fratello. Ecco l'indirizzo:http://pt-br.facebook.com/pages/Roberto-Lerici/40122613527

 "Questo Amore" di Roberto Lerici

Quest'amore malato denutrito fatto di parole smozzicate Quest'amore usato digerito buttato in pasto al popolo ignorante come fosse una cosa interessante

Quest'amore corrotto dalla noia dei grandi amatori della storia masticato da 100 letterati vomitato da principi e prelati Quest'amore che accoglie che perdona fatto per gente dalla bocca buona è un'amore di fradicia letizia che assolve tutto pure l'ingiustizia Quest'amore sciancato deficente sbattuto in faccia alla gente come l'osso al cane disperato quest'amore scarnito rosicchiato con i suoi stracci di corpo denudato Quest'amore di cui si parla tanto celebrato con tutte le grancasse Questo amore è disceso fra le masse elargito per grazia del potere perchè tutti ne possano godere E' un amore deforme malandato generato dal vecchio capitale fra le coscie del mondo occidentale Per questo amore è meglio non cantare perchè non c'è una musica che tenga e questa mia canzone sgangherata non so nemmeno cosa la sostenga avessi almeno la grazia più scolata di una puttana sola disperata piuttosto che la facile mania il fascino merdoso di questa borghesia... Ma quell'amore che era una certezza si è assopito con l'ultima carezza Ha ripiegato pian piano le sue foglie rinunciando per ora alle sue voglie L'anima mia per questo s'è ammalata non sogna più e resta addormentata Prima che il vuoto tutti ci divori che venga venga presto il tempo in cui ci si innamori... Prima che il vuoto tutti ci divori che venga venga presto il tempo in cui ci si innamori...