Tutti scelgono il tempo pieno: è emergenza maestre. E a Genova si raccolgono firme

Migliaia di firme in Provveditorato: "Lo Stato mantenga i suoi impegni"
Tempo pieno, rivolta anti-Gelmini
Giuseppe Filetto
"Al momento dell´iscrizione dei nostri figli abbiamo sottoscritto un impegno, ora il ministro non può tirarsi indietro"

 
Più di 2.700 firme sono state consegnate da altrettante famiglie alla Direzione Scolastica Regionale. Rappresentano la protesta dei genitori genovesi contro il Decreto-Gelmini: quello che dal prossimo anno scolastico preannuncia il taglio della compresenza e l´istituzione del maestro unico. «Al momento dell´iscrizione dei nostri figli nella scuola pubblica abbiamo firmato un contratto con lo Stato - ricorda Simona Panchelli -: c´è chi ha scelto le 40 ore del tempo pieno, chi le 30 del modulo». «Vogliamo che tutto questo venga mantenuto soprattutto nelle classi di passaggio - aggiunge Emanuela Massa - ma anche nelle prime, alle quali al momento della preiscrizione è stato presentato un modello di offerta formativa che contemplava la sua organizzazione didattica, fondata sulla compresenza degli insegnanti e sul loro lavoro di équipe». La contestazione è giunta giovedì scorso in via Assarotti con una delegazione di genitori dei bambini della scuola elementare e media, ma anche di insegnanti.

Le firme dovevano essere presentate a Sara Pagano, dirigente dell´Ufficio Scolastico Provinciale (l´ex Provveditorato agli Studi), ma per la sua assenza, dovuta a motivi di salute, sono arrivate sulla scrivania di Ambrogio Delfino. Così la delegazione è stata ricevuta dal braccio destro del direttore scolastico regionale, Attilio Massara. Le famiglie hanno presentato i moduli firmati, che finora sono circolati e sono stati sottoscritti soltanto in 13 scuole di Genova: Daneo, Grillo, De Scalzi, Embriaco, Garaventa, Baliano, Anna Frank, Burlando, Santullo, Chiabrera, Quezzi, negli istituti comprensivi di San Fruttuoso e San Teodoro; e in queste ore la raccolta di firme sta facendo il giro dei plessi scolastici della Valpolcevera, dell´Estremo Ponente, di Sestri e Sampierdarena. Delfino ha ascoltato le argomentazioni dei genitori, ma non ha potuto fornire risposte esaustive, "non avendo al momento gli strumenti per prevedere quale sarà la situazione dell´organico per il prossimo anno scolastico". Il vice direttore ha spiegato che saranno i dirigenti scolastici a decidere come utilizzare il personale per poter meglio soddisfare le richieste delle famiglie.
(La Repubblica 05 marzo 2009)

 Tutti scelgono il tempo pieno: è emergenza maestre      
  Le elementari dopo la riforma
 L'allarme della Cisl Scuola: «Bisogna garantire le scelte fatte dai genitori»
    

      

Iscrizioni chiuse per le scuole elementari ed è già “emergenza maestre”. Il dato regionale, secondo il segretario generale della Cisl Scuola Lombardia, Renato Cappelli facilmente rapportabile anche sulla provincia di Como, indica che quasi il 90% delle famiglie ha scelto il tempo pieno a 40 ore o l’orario prolungato a 30 ore. Solo il 7% ha optato invece per le 27 ore ed è stata praticamente nulla l’adesione delle 24 ore settimanali. «I genitori hanno bocciato senza appello il modello del maestro unico» dice Capelli, che chiede che venga garantito l’organico necessario per rispettare le scelte dei genitori. La Cisl ha inviato una lettera al presidente della Regione, Formigoni, all’assessore Rossoni e a tutti i parlamentari eletti in Lombardia quali garanti del tempo pieno. «Gli organici verranno stabiliti già nella prossima settimana - prosegue Capelli - quindi non c’è tempo da perdere». La tendenza al tempo pieno o prolungato viene confermata anche dalla sede comasca della Cisl Scuola. «In mancanza di servizi sociali alternativi - spiegano - e con entrambi i genitori che lavorano è logico che la scelta cada sul tempo pieno». I dati precisi a livello provinciale non sono ancora disponibili, come spiegano dagli uffici di via Volta dell’ex Provveditorato. «Gli unici numeri che abbiamo sono quelli dell’anno in corso - spiegano dall’Ufficio scolastico provinciale - i dirigenti dei singoli istituti stanno ancora elaborando le iscrizioni ricevute». Rimanendo all’anno in corso, le classi a tempo pieno erano solo 68, contro le 1.280 del tempo normale. Numeri che però potrebbero trarre in inganno, dato che si riferiscono alla situazione pre-riforma Gelmini quando vi era si la possibilità di lasciare i bambini tutto il giorno a scuola, ma vi erano anche numerose soluzioni alternative Riferisce anno in corso da 33, da 30 e da 27 ore, con più rientri pomeridiani senza essere però classificate come tempo pieno. Ora il modello a 40 ore pare che a livello regionale sia stato scelto in modo plebiscitario in tutta la Lombardia e in particolare nelle province di Milano, Lodi, Bergamo e Como. «Se l’organico assegnato alla Direzione scolastica regionale non garantirà il tempo pieno - concludono dalla Cisl Lombardia - promuoveremo una mobilitazione»
la protesta: «5 mila nuovi alunni e duemila pensionamenti»
Scuola, caos tempo pieno. La Cisl:
sugli organici intervenga Formigoni

Nonostante le garanzie del ministro Gelmini c'è preoccupazione a Milano sui tagli previsti

MILANO - Tempo di numeri. Nella scuola milanese, per la definizione delle future classi. E al Ministero, a cui spetta il compito di definire gli organici. Si parte, dunque, dai bilanci. Gli iscritti: «Oltre 15 mila nuovi studenti negli istituti di ogni ordine e grado della regione, più di un terzo a Milano», spiega la Cgil. I pensionamenti: «Duemila quelli volontari ». Le richieste di tempo pieno: «Oltre il 90 per cento delle famiglie ha scelto le 40 ore». Così la Cisl scende in campo: «Formigoni e i parlamentari lombardi devono intervenire perché si definisca un organico adeguato». Ovvero quello per «soddisfare le volontà dei genitori». Sovraffollamento, sicurezza, accorpamento delle cattedre. E tempo pieno. Sono tante le preoccupazioni nel mondo della scuola.

I timori riguardano soprattutto i tagli all'organico «previsti dall'articolo 64 della legge 133». Quindi il destino dei precari: per questo ieri pomeriggio si è tenuto un presidio davanti al provveditorato. A cui ha atto seguito l'apertura di un tavolo. Risultato: «Tutti i supplenti annuali saranno riconfermati », evidenzia Caterina Spuma, Cgil. Lo ha assicurato «il provveditore Antonio Lupacchino che ha incontrato una delegazione ». Per la sindacalista «questo risultato è stato ottenuto grazie ai 2 mila pensionamenti volontari». La soddisfazione dura poco, «perché con così tante nuove iscrizioni bisogna aumentare il numero dei docenti ». Si parla di «15 mila nuovi studenti, secondo il provveditorato, di cui il 40 per cento solo a Milano e provincia», spiegano dal sindacato. Una cifra in contrasto con le proiezioni del ministero con oltre 11 mila alunni in più. Sia come sia, «l'incremento stride con i tagli». E a maggior ragione «con il tempo pieno, preferito da quasi tutti». Se Milano conferma le scelte delle 40 ore, lo stesso si può dire della Lombardia. E a nulla sono valse le rassicurazioni del ministro Mariastella Gelmini: «Le risorse ci sono. E le richieste verranno rispettate». Tra gli addetti ai lavori c'è scetticismo. «Con i tagli previsti non è possibile». Così la Cisl chiede l'intervento di Formigoni, coinvolgendo di fatto la Regione: «Va assicurata un'adeguata assegnazione di fondi per soddisfare tutti». Renato Capelli, segretario generale, è chiaro: «Le promesse vanno mantenute». Ma i presupposti «sono diversi. Per questo serve l'impegno di governatore e parlamentari». Ora che i numeri sono più chiari.

Benedetta Argentieri
Corriere della Sera 05 marzo 2009