Bimbe Belghe sottratte, Parla una testimone: Festini pedofili per ricchi e potenti

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di Roberta Lerici

Ieri alla trasmissione radiofonica Te la dò io Tokio, condotta da Mario Corsi, ha partecipato MYRIAM LUTRINGER, testimone nel processo che riguarda le due bambine di Maria Pia Maoloni, della cui terribile storia stiamo seguendo gli sviluppi dall'apertura di questo sito. La testimonianza di questa ragazza è molto importante, perchè se alcuni di noi hanno letto racconti simili, è certamente un'altra cosa sentirli dalla viva voce di chi li ha vissuti. Di seguito troverete due articoli sull'odissea delle bimbe belghe di Maria Pia Maoloni e, in ultimo, il resoconto dell'intervista radiofonica di oggi.

PEDOFILIA: BIMBE BELGHE; VITTIMA 'OFFERTA' A GRUPPI ADULTI (ANSA) - ANCONA, 28 AGO - Sono orrori inimmaginabili quelli che avrebbe subito una bimba belga, quando aveva dai 3 ai 5 anni, abusata sessualmente dal nonno e dal padre, e addirittura 'offerta', dopo essere stata anestetizzata e mascherata, a un gruppo di adulti durante festini in Belgio. La richiesta di rinvio a giudizio del nonno, avanzata dal pm di Fermo Piero Baschieri, getta una luce sinistra su una vicenda che finora si era incentrata sulla contesa fra i genitori per l'affidamento della piccola e della sorellina, con, sullo sfondo, i sospetti di pedofilia. Per ora potrebbe andare a processo solo Roberto A., 61 anni, perche' il figlio Rocco e' cittadino belga, e la Procura di Fermo non ha potuto procedere nei suoi confronti in mancanza di autorizzazione da parte dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella. I capi d'imputazione a carico del nonno della bimba sono un catalogo di mostruosita': oltre a sfioramenti e a veri e propri atti sessuali, l'uomo l'avrebbe costretta persino a mangiare le sue feci, le avrebbe orinato addosso e soprattutto l'avrebbe introdotta - almeno una decina di volte tra il 2002 e il 2004 - in festini che si sarebbero svolti in varie localita' del Belgio, e nei quali un gruppo di adulti avrebbe abusato nei modi piu' turpi della piccola e di altri minori, narcotizzati e mascherati, fotografandoli o riprendendoli con una videocamera e pagando per la realizzazione del materiale pedopornografico. In questo caso l'aggravante per Roberto A. e' di aver commesso il fatto nei confronti di persona minore di 10 anni, nonche' legata a lui da un vincolo di parentela, e di aver partecipato a violenza sessuale di gruppo. Per questo aspetto, il piu' inquietante, della vicenda, l'uomo risponde in concorso con il figlio e con la moglie, Vivianne R., anche questa non perseguibile perche' belga. La mamma delle bimbe, Maria Pia M., ha presentato questa mattina una nuova denuncia contro l'ex marito per sottrazione di minore. Secondo l'avv. Carlo Taormina, che la tutela, Rocco A.''trattiene illegalmente la piccola da quando la Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento del Tribunale dei minori di Ancona con cui fu riconsegnata al padre''. Le bambine sono irreperibili dal maggio del 2007. Maria Pia M. ha poi ricevuto, ''in maniera misteriosa'', dice Taormina, dei disegni fatti dalla bimba: sottoposti all'analisi di un collegio di esperti, ''dimostrerebbero che e' attualmente sotto abuso sessuale''. (ANSA). Rinvio a giudizio per il nonno delle bimbe belghe. Maria Pia Maoloni aveva ragione e deve riavere le sue bambine * San Benedetto del Tronto | È stato rinviato a giudizio dal Gup del tribunale di Fermo, Ruggero Di Cuonzo, Roberto Antonini, suocero di Maria Pia Maoloni, che insieme al figlio è accusato di pedofilia. Il processo è stato fissato al prossimo otto luglio, a Fermo. Questa mattina al palazzo di giustizia era presente l'avvocato Carlo Taormina che assiste Maria Pia Maoloni, madre delle due bimbe contese. Un'udienza complessa vista la precedente sentenza da parte del tribunale di Mons, in Belgio, che ha decretato il non luogo a procedere nei confronti dello stesso imputato. Lo scontro in aula si è incentrato su questo aspetto e da Fermo è arrivato il rinvio a giudizio solo perché in Belgio non c'è stata una vera e propria assoluzione, che avrebbe impedito di avviare in Italia un procedimento analogo. Soddisfatto l'avvocato Taormina, che all'uscita dall'aula ha abbracciato la donna. In lacrime la Maoloni ha poi abbandonato in fretta il tribunale. Ci tornerà l'estate prossima. E ci dovrà tornare anche Antonini, che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera aperta con la quale accusava la nuora che - ha detto - "con i suoi racconti orribili sta anche prendendo in giro la magistratura". Contro il nonno paterno pendeva la denuncia per abusi sessuali nei confronti della più grande delle due bimbe. La madre delle ragazzine, come si ricorderà, lasciò il Belgio nel 2006, rifugiandosi a Castignano, accusando marito e suocero di abusi sulle due figlie. Ma nel maggio dello scorso anno le piccole tornarono a Mons sulla base di una disposizione dei giudici italiani e belgi. ilquotidiano.it 19/12/2008

Testimonianza tratta dallatrasmissione radiofonica Te la dò io Tokio del 20/2/2009

MYRIAM LUTRINGER -

Una donna vittima di abusi sin da bambina che, crescendo è diventata a sua volta abusante.

Testimone al processo sul caso Maoloni. Myriam, ci racconta la sua storia?

“Sono stata adottata a cinque anni ed ho cominciato a vivere questi orrori all’età di sette. Ho subito abusi da entrambi i genitori adottivi, madre e padre. All’inizio erano approcci delicati, poi sempre più terribili. Fino a quando da vittima sono diventata anche io abusante. E’ stato un percorso di pressioni psicologiche il mio. Ti fanno pensare che si tratti di una situazione normale. Ad un certo punto ho visto che mio fratello stava vivendo la stessa tragedia. Non era possibile. Mi sono rivolta ad un’associazione internazionale riconosciuta, con sede a Parigi.”

Come è ramificata e strutturata questa loggia di pedofili?

“Si tratta di un’organizzazione internazionale con una gerarchia molto netta. Ha una forma piramidale. A capo di tutto c’è un direttore che comanda e detta gli ordini dall'alto. Poi ci sono i responsabili nazionali che, a loro volta, fanno filtrare le direttive nei vari paesi. La comunicazione viaggia su internet, con dei codici ben precisi.”

Myriam, lei è teste nel processo sul caso Maoloni. Ha dichiarato di avere incontrato le bambine e gli Antonini, padre e figlio. E’ vero?

“Si, lo confermo e non cambio di una virgola le mie dichiarazioni."

In quale contesto lei ha visto le bambine ed i signori Antonini?

“Li ho incontrati sì, ma ho visto solo la primogenita della signora Maoloni. L’ho incrociata in quelle che loro chiamano... cerimonie sessuali. Gli incontri hanno luogo in Belgio, Francia, Italia e Germania. In questi contesti i bambini subiscono abusi da persone in vista, con un certo potere.”

Chi frequenta questi incontri?

“Non sono operai. Sono persone benestanti, politici, gente con potere e denaro. Per questo la giustizia non va avanti. Perché esistono coperture importanti a questa rete.”

I tuoi genitori adottivi chi erano?

“I miei genitori erano benestanti.”

Come si organizzano questi incontri?

“Il capo dell’organizzazione chiama i sottoposti a livello nazionale. Loro portano anche i bambini. Le comunicazioni avvengono su internet, con dei codici ben precisi.”

Chi sono i bambini vittima della rete?

“La maggior parte dei bambini che spariscono sono minori abusati da questa rete di pedofili internazionali. Ci sono persone pagate per rapire i bimbi. Le vittime sono scelte in base a criteri precisi, come il colore dei capelli e degli occhi.”

Si entra a far parte di questo circolo solo per soldi?

“No, per piacere e denaro insieme”.

Come avvengono questi incontri?

"Esistono delle vere e proprie cerimonie, come quella dell’abito da sposa. Si basano su rituali precisi. Non sono solo i bambini ad indossare dei costumi, anche gli adulti lo fanno."

A quanti incontri di questo tipo ha partecipato e dove?

“Quante volte ho partecipato non lo saprei dire. Troppe volte. Sono stata ad incontri in Italia, Belgio, Francia, Lussemburgo e Germania.

" In Italia dove? "Nelle zone di Roma e Pisa, in città e località vicine."

Perché non si parla mai di reti di pedofilia?

“Adesso non ci si occupa della pedofilia perché ci sono troppe implicazioni politiche e conseguenti coperture. E’ essenziale capire che questo fenomeno rappresenta un’emergenza grave. Sono a rischio tutti i bambini."

Lei sta scrivendo un libro, vero?

“Sì, ma nessuno si vuole assumere il rischio di pubblicare il mio libro. Il motivo?Lo stesso per il quale la giustizia belga fa finta che il problema non esista."

 Lei hai testimoniato dichiarando di aver visto la primogenita della signora Maoloni partecipare a questi appuntamenti, ma la giustizia belga non la ascolta..

“Nessuno mi ha mai chiamato in Belgio per ascoltare la mia testimonianza.”

Quando l'altra volta è venuta in Italia ha perso il computer che le è stato ridato senza disco fisso. Cosa c'era dentro?

“C’era il dossier penale, con le mie prove.”

Ha ricevuto minacce?

“Sì, ho ricevuto minacce e la mia auto è stata oggetto di atti vandalici. Mi hanno manomesso i freni.”

Ha ricevuto anche una telefonata da Rocco Antonini, il padre delle bambine?

“Si, sono stata minacciata al telefono da Rocco. Lui mi ha detto che mi avrebbe ucciso.” Ha paura e cosa vuole fare ancora?

"Sì, ho una paura quotidiana per me e per le persone che amo. E' una battaglia. Rivivo l’orrore di quelle violenze giorno dopo giorno. Non mi voglio fermare, però. Per aiutare i bambini che sono vittima di questo dramma."

Uno dei mariti delle indagate nel caso di Rignano Flaminio ha detto che non esiste una rete internazionale di pedofili, che sono solo storie… “Quando si vuole uccidere il proprio cane, si dice che ha la rabbia…”

Potrete scaricare la trasmissione a questo  link

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