Obama, contro la crisi poderoso piano di investimenti: ammodernamento scuole, energie rinnovabili e infrastrutture. Come da noi

 

di Roberta Lerici

Mi dispiace che l'America si prenda a modello solo quando fa comodo. Obama si trova ad affrontare la più grossa crisi economica dopo quella del '29, e punta sull'istruzione, sulle infrastrutture e sulle energie rinnovabili. Non solo, ma quando Obama parla di istruzione, intende Istruzione Pubblica. Ma sembra che in Italia, si scelga sistematicamente di fare l'opposto.

Noi abbiamo le scuole disastrate, eppure tagliamo 23 milioni di euro al fondo destinato alla ristrutturazione degli edifici scolastici. Non abbiamo soldi? Non credo, visto che in un'ora troviamo 120 milioni di euro da dare alle scuole private. Da dove vengano, per ora, non è dato a sapersi. L'idea di smantellare la scuola pubblica non ha vacillato neppure dopo i discorsi sull'importanza dell'istruzione pubblica fatto da Obama in campagna elettorale, e ribadito con forza dopo la sua elezione.

L'istruzione è importante per la crescita di un paese, ma un paese in cui la cultura è rappresentata da persone che non sono neppure in grado di difendere la Valle dei Templi, non ha idea di cosa sia la cultura. Abbiamo un patrimonio artistico senza pari, ma sembra che per taluni la differenza fra un condominio e un patrimonio dell'umanità sia piuttosto esigua. E poi le energie rinnovabili, l'eolico e le detrazioni sparite.

Tremonti dice."Lo stato non è un bancomat". Ma ha capito cosa significa sviluppare le energie alternative in Italia e quali saranno i benefici in futuro? Le sfide mancate, le chiama oggi Di Pietro, che dice:"Mentre gli Stati più avanzati cercano soluzioni alternative al petrolio, all’incenerimento, al nucleare, il Governo Berlusconi punta esattamente su un modello che tra qualche anno escluderà l’Italia dal mercato dell’energia." 

Gli inceneritori prosperano in Italia, anche perchè forse li produce una società del Gruppo Marcegaglia, eppure esistono soluzioni più moderne, meno inquinanti e meno nocive per la salute. Il tanto propagandato inceneritore di Brescia ha provocato una serie incalcolabile di danni alle coltivazioni, agli allevamenti e alla salute dei cittadini, peccato che non lo dica nessuno.

Peccato anche che sia sia dato così poco credito alla protesta dei cittadini di Chiaiano, che vogliono solo evitare di continuare ad ammalarsi e a morire. A Chiaiano c'è l'amianto, e adesso sarà la procura a stabilire chi ha ragione fra il presidio fisso dei comitati che si oppongono alla discarica e Bertolaso che, per ordini superiori, la difende con l'esercito.

Ma l'amianto c'è anche in molte scuole e le bonifiche fatte sinora sono insufficienti. Il 4 dicembre Striscia la Notizia è andata a Ciampino e ha mostrato una scuola che cade a pezzi, con l'Eternit che si sbriciola sulla testa dei passanti. Chissà se anche Obama preferirebbe dare i soldi alla Cai e alle scuole private, piuttosto che salvaguardare i bambini, gli insegnanti e coloro che nella scuola lavorano. Ah, già, dimenticavo, 200.000 sono già salvi perchè a scuola, con il Decreto Gelmini, non ci torneranno più.

Autore Roberta Lerici, responsabile politiche infanzia IDV

 7 dicembre 2008

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Due articoli interessanti:

Berlusconi a Pescara il 6 dicembre 2008:

Si facciano le feste e i regali di Natale come si sono fatti l’anno scorso perchè l’estensione e la profondità della crisi sta tutta nelle nostre mani, e non solo dei cittadini italiani. Ho già detto che mi sono adoperato nei confronti dei miei colleghi europei per far capire che avendo sistemato sia il fatto delle banche che delle imprese e avendo dato aiuti alle famiglie meno fortunate adesso è solo una questione psicologica. Se però uno che doveva cambiare l’automobile non lo fa per paura - ha osservato il presidente - la Fiat metterà in cassa integrazione un certo numero di lavoratori e avremo un certo numero di famiglie che potrà spendere di meno e questo può dare inizio a un circolo negativo che può esso stesso causare la crisi". "Ora - ha concluso - dipende tutto dai cittadini consumatori".

Seconda puntata del Viaggio nel villaggio di Fondo Fucile, a Messina

La scuola del «villaggio d'amianto»
A rischio oltre seicento alunni

Confina con le baracche dei «dimenticati» di Fondo Fucile. La politica: «Demoliremo tutto» (Guarda il video)

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MESSINA - Non sono i soli a rischiare di respirare l'amianto cancerogeno i 600 abitanti del villaggio di Fondo Fucile a Messina. Già, perché accanto alla baraccopoli del degrado dove vivono questi «clandestini italiani» (Il video), studiano tutti i giorni ben 610 alunni dell'istituto «Albino Luciani» sede del 13° Istituto Comprensivo, ove comprensivo sta per scuola media (250 ragazzi) e scuola elementare e materna (il resto).

I CONTI - Seicento persone nelle baracche sommate ai seicentodieci bambini nella scuola (senza contare

La scuola di Fondo Fucile

insegnanti e personale scolastico), fanno un totale di circa milleduecento esseri umani che frequentano un luogo che andrebbe, come recita la relazione dell'Arpa e della Ausl della città dello Stretto, immediatamente evacuato. Invece, tutti i giorni, i genitori del terzo quartiere accompagnano i loro ragazzi dentro quelle aule le cui finestre si aprono sulle ondine di eternit ormai sbriciolato.

LA POLITICA - Questa è la situazione. Ora la parola (e soprattutto i fatti) passa alla politica. Pietro Currò, già assessore al risanamento per sei mesi nel 2003, adesso assessore al risanamento in pectore della giunta Buzzanca (neoeletto), sembra avere le idee chiare: «Spazzeremo via tutto». E che sia la volta buona. Sessant'anni di degrado possono bastare. O no?

Nino Luca
Corriere della Sera 23 giugno 2008(ultima modifica: 25 giugno 2008)