Grosseto, maltrattamenti all'asilo: arrestate tre maestre.Video choc

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OLTRE ALLE TRE MAESTRE ARRESTATE CI SONO ALTRE TRE INDAGATE

Grosseto, 11 aprile 2016 - La prova dei maltrattamenti avvenuti in un asilo nido privato a Grosseto per i quali tre maestre - Azzurra Marzocchi, 40 anni, Lisa Marconcini, 32 anni, e Pierina Tinti, 50 anni - sono ora agli arresti domiciliari da sabato scorso, sarebbe in alcuni filmati.  Buffetti, strattoni, insulti e violenze per costringerli a mangiare: le registrazioni in mano agli inquirenti, che da un anno indagano sulla vicenda, inchioderebbero quelle tre insegnanti.

Le videocamere nascoste installate dagli inquirenti, che per 40 giorni hanno 'osservato' l'interno dell'edificio, avrebbero registrato anche immagini di alcuni bambini abbandonati per alcuni minuti, da soli, nel corridoio fuori dall'aula o nella sala dormitorio al buio. Sono escluse invece lesioni nei confronti dei bambini. Per questi episodi sono state indagate le due titolari e le quattro educatrici dell'asilo: tre delle indagate sono ai domiciliari mentre per altre si configurerebbero responsabilità minori.

Il sostituto procuratore Arianna Ciavattini aveva chiesto al gip l'installazione dei mezzi di ripresa. Pare che la maggior parte dei maltrattamenti siano avvenuti nel refettorio: i bambini erano costretti a mangiare dalle maestre che avrebbero spinto all'indietro la testa dei piccoli e soprattutto infilato il cibo con la forza in bocca, chiudendola subito dopo con la mano per evitare che i bambini sputassero il boccone. In altri casi i bimbi venivano 'invitati' a mangiare anche con schiaffi. Dalle registrazioni audio si sentirebbero anche parole dure nei confronti dei bambini, come 'brutta' e 'stai zitto'.

Comportamenti che hanno convinto il gip Marco Bilisari a firmare le ordinanze di custodia chieste dalla procura.

11 aprile 2016 fonte La Nazione 

 Bimbi maltrattati all'asilo nido, l'inchiesta si allarga

 Grosseto, 11 aprile 2016 - Un'indagine molto delicata. Che ogni giorno assume contorni difficili da gestire e spiegare. L’inchiesta sui presunti maltrattamenti in un asilo nido della città va avanti da un anno circa e nei giorni scorsi ha avuto un punto di svolta con l’arresto di tre delle maestre che fanno parte della struttura che ospita i piccoli da sei mesi a tre anni.

 

Le insegnanti accusate di avere utilizzato metodi non ritenuti ortodossi o comunque violenti sono ristrette agli arresti domiciliari nelle loro abitazioni, su disposizione del giudice per le indagini preliminari Marco Bilisari, così come chiesto dall’ultimo magistrato della procura – due se ne sono occupati in tempi diversi – che ha coordinato la fase finale delle indagini.

 

Bocche cucite da parte degli inquirenti su quale materiale possa esserci nel fascicolo d’indagine, tale da aver convinto un giudice a firmare le ordinanze di custodia cautelare. Probabilmente immagini che quantomeno hanno spinto a voler andare più a fondo e a chiedere spiegazioni.

 

Maltrattamenti in quanto bambini sgridati con troppa veemenza o strattonati? Difficile dirlo al momento. Ci sarebbero dei video in mano agli inquirenti, ripresi dalle telecamere che sono state sistemate nelle strutture dell’asilo poco dopo l’inizio delle indagini. L’input ad approfondire sembra essere partito da due ex insegnanti – almeno questo è quanto ipotizzano le altre maestre dell’asilo – che avrebbero raccontato che cosa avveniva in quella struttura.

 

Il picco nell’indagine è stato raggiunto con gli arresti eseguiti alla fine della scorsa settimana, ma nell’indagine ci sarebbero finiti altri soggetti, anche solo a tutela degli stessi, per capire fino a che punto potevano sapere o avrebbero potuto accorgersi di che cosa stava avvenendo nell’asilo nido dove i genitori ogni mattina lasciavano i propri figli. Nei prossimi giorni, forse già domani, potrebbero svolgersi gli interrogatori di garanzia delle tre maestre arrestate, le quali sono chiamate a rispondere davanti al giudice delle accuse che sono loro mosse.

 

I genitori dei piccolissimi alunni, convocati sabato d’urgenza dalle altre maestre, sono inevitabilmente preoccupati e non è escluso che qualcuno ricorra a un legale per avere maggiori informazioni su che cosa è realmente accaduto nell’asilo dove ha lasciato tranquillamente il proprio figlio e soprattutto per poter vedere i contenuti dei video che sarebbero in mano agli investigatori.

 CRI.RU. La Nazione