Genova, molestie su alunne: arrestato professore di musica. Vent'anni di omertà

 

Molestie a scuola, «vent’anni d’omertà» sul professor Morana

27 febbraio 2016

Marco Grasso

Genova - Due ragazzine con meno di 14 anni molestate sessualmente, ragazzine fotografate e invitate a incontri extra-scolastici, un’allieva «soggetta a gravi problemi personali» che tenta il suicidio, lascia la scuola e finisce in una comunità. E ancora, sei studentesse delle medie costrette a ballare davanti al professore, «turbate» perché lui, seduto, le «fissava e ne fotografava il fondoschiena» e «spiava senza permesso i loro telefonini». Il brano, del rapper Eminem, lo aveva scelto lui e ammiccava all’organo genitale femminile: «Sapete cosa significa questa parola? È quella che avete in mezzo alle gambe». Ci sono voluti altri vent’anni per arrivare all’arresto di Sergio Morana, oggi sessantenne, accusato oggi di un’altra violenza sessuale su una nuova alunna, di 11 anni, nella stessa scuola.

Mette i brividi ciò che emerge nel fascicolo raccolto dalla magistratura, che provò a incastrarlo (senza riuscirci, l’uomo verrà in parte prescritto e in parte prosciolto per l’assenza di querela) per un paio di casi di molestie e alcune foto pedopornografiche trovate sul suo computer. Soprattutto: gli inquirenti, senza girarci troppo intorno, scrivono che le segnalazioni di genitori e professori si infransero su un muro di silenzio: il vecchio preside, a metà degli anni Novanta, risolse quel primo scandalo «invitando «a prendersi un lungo congedo dal lavoro». Quell’assenza fu motivata da certificati medici che ne attestavano una «sindrome ansiosa-depressiva». E nel fascicolo tenuto dall’ex preside, F. C., di quelle segnalazioni di abusi non venne tenuta traccia. Nonostante vari elementi «avvalorerebbero l’ipotesi che l’insegnante non abbia mai cessato di mettere in atto attenzioni particolari ad alcune studentesse».

Una soluzione che permise a Morana di schivare anche i provvedimenti disciplinari (un docente in malattia non può esserne colpito) e di far passare la bufera, almeno per qualche tempo. Forse è anche per questo, scrivono sempre gli investigatori, che a un certo punto qualcuno coprì i muri della scuola con scritte con insulti al prof: «Pedofilo». È il 12 novembre del 2002 quando due coraggiose assistenti sociali, allertate dalle voci sempre più insistenti a proposito di ciò che accade in quella scuola, organizzano un’assemblea pubblica con i ragazzi. Tema dell’incontro: gli abusi sessuali. Le studentesse, su promessa di assoluto anonimato, si aprono e raccontano tutto.

Tre i casi che finiscono nel mirino dei carabinieri. Una delle ragazzine trova il coraggio di raccontare anche alle compagne gli abusi subiti.L’anno dopo accade un episodio altrettanto preoccupante, riferito da un professore, che a sua volta riporta le lamentele di alcuni genitori. «Durante l’ora di educazione musicale sei alunne sarebbero state condotte in classe e invitate a ballare. Erano turbate in quanto sentivano su di loro gli sguardi del docente sul fondoschiena e lui invitava a tradurre una parola della canzone che si riferiva all’organo genitale femminile». Eppure, tra i colleghi, c’è chi non crede ai ragazzi e continua a difendere il professore fino alla fine. È il caso della docente C. L., che riferisce ai carabinieri una versione dei fatti definita dagli inquirenti «alquanto insolita »: «A scuola sono accaduti fatti gravi, apparentemente inverosimili, legati a sostanze gassose e allucinogene somministrate da adulti ai minori». Su Morana, invece, dice di «non aver sentito nulla». Proprio come il preside di quel momento, successore del precedente, che sostiene di essere caduto dal pero al ricevimento della segnalazione delle assistenti sociali.

 http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/02/27/ASLddLkB-molestie_professor_omerta.shtml Insegnante di musica arrestato, spunta una nuova vittima  2 febbraio 2016  Genova - C’è una nuova vittima delle attenzioni di Sergio Morana, il professore di musica sessantenne arrestato dopo aver molestato un’alunna di undici anni. La polizia ha acquisito la testimonianza di un ex allieva della stessa scuola, che ha raccontato di episodio accaduto durante la lezione, da cui era rimasta profondamente turbata: «Stavo suonando il flauto - ha spiegato agli investigatori - Lui mi interruppe e con il pretesto di togliermi lo strumento, che trattenevo tra le gambe, mi toccò nelle parti intime. Ricordo di aver provato una sensazione molto sgradevole». In passato il docente era già stato indagato per atti di libine violenta e detenzione di materiale pedopornografico, ma le indagini erano poi state archiviate. In un caso per la mancanza di una querela di parte, nell’altro perché la vicenda era prescritta .
Anche se la “fama” di quei vecchi episodi aveva inseguito l’uomo negli ultimi anni. Lo stesso magistrato che si era occupato di quelle vecchie segnalazioni, Piercarlo di Gennaro, nel 2003, scriveva queste parole nella richiesta di archiviazione : mancano sufficienti «riscontri» per «confutare la “nomea” (si fa per dire) tutt’altro che infondata del professore».
Il giudice: «Gravi indizi» Quel fascicolo è stato acquisito dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà, titolare del nuovo filone. Il pm inizialmente aveva chiesto l’arresto del professore, che oltre ad aver insegnato orchestra al Carlo Felice è anche consigliere della federazione nazionale di canottaggio. Il giudice Ferdinando Baldini ne ha disposto gli arresti domiciliari: «Potrebbe commettere di nuovo il reato visto il suo ruolo e visto anche che vi sarebbe un precedente simile».
Intanto slitta a domani l’interrogatorio fissato davanti al giudice per le indagini preliminari, interrogatorio in cui il professore si dichiarerà completamente estraneo ai fatti: «Sono un perseguitato - è la sua versione - Non solo non ho fatto nulla, ma non mi ricordo l’episodio contestato. Ho fiducia nella giustizia e sono sicuro che alla fine la verità verrà a galla».