Roma, materna Poggiali: condannata maestra che legava i bambini con lo scotch

 

Roma, 9 luglio 2013

Oggi il tribunale ordinario di Roma ha riconosciuto colpevole Maria Teresa Carrarini dei reati di maltrattamenti su minori ed abuso di mezzi di correzione, condannandola a due anni e due mesi di reclusione ed al pagamento delle spese processuali. I fatti risalgono all’ottobre 2006 e furono denunciati dai genitori degli alunni della scuola materna Maurizio Poggiali, quartiere EUR, a Roma.

I bambini all’epoca dei fatti avevano tre, quattro e cinque anni. La maestra, riferirono i bambini, li puniva facendo un uso improprio dello scotch da pacchi “mortificandoli e punendoli in modo del tutto improprio e inadeguato, legandoli alla sedia con lo scocth o attaccando quest’ultimo in varie parti del loro corpo”.

I genitori esprimono profonda soddisfazione per il lavoro scrupoloso ed attento svolto dal giudice della IV sezione penale che oggi ha pronunciato la sentenza, al termine di un processo durato nel complesso più di sei anni. Pieno ascolto è stato dato alle parole dei bambini e dei consulenti del PM che nell’imminenza dei fatti avevano raccolto le deposizioni dei piccoli, e piena credibilità alle famiglie, che ringraziano per il supporto da sempre ricevuto durante la vicenda dalle Istituzioni.

La scuola, pubblica e privata, è un luogo in cui, ogni giorno, insegnanti e operatori svolgono con coscienza, dedizione e passione il proprio lavoro. Questa sentenza ci sembra tutelare proprio loro e i bambini da quanti, invece, agiscono diversamente.

Fonte: agenzie stampa

Note:

L'associazione Bambini Coraggiosi, esprime piena soddisfazione per l'ascolto dato ai bambini e ai genitori e per lo scrupoloso lavoro degli inquirenti in anni in cui non si era ancora diffusa la pratica delle telecamere nascoste che tanti casi di maltrattamento degli alunni hanno svelato. Riteniamo, però, doveroso sottolineare che nel caso della materna Poggiali non è mai stata  applicata la Circolare 72 del 19 dicembre 2006 in cui il Ministero della Pubblica Istruzione stabilisce che gli insegnanti indagati o sotto processo per ragioni strettamente connesse al loro lavoro, debbano essere sospesi a scopo cautelare dal lavoro a contatto con i bambini e trasferiti ad altro incarico, in attesa che terminino le indagini o i processi.

A quanto si apprende la maestra condannata oggi, non avrebbe mai smesso di insegnare nelle scuole materne, l'ultima delle quali pare sia la D'Antona Biagi, sempre a Roma. Ricordiamo che l'interdizione dal lavoro a contatto con i minori è per il nostro codice una pena accessoria, che si può, quindi comminare oppure no. Ecco perchè negli ultimi anni sono emersi casi di insegnanti pedofili recidivi che sono stati processati più di una volta per gli stessi reati, in quanto non avevano mai smesso di insegnare.

Nel 2006 la Corte dei Conti rilevava come nelle scuole italiane le persone condannate per abusi o maltrattamenti non uscissero, di fatto, quasi mai dal circuito scolastico. Pensiamo che sarebbe ora di porre rimedio a questa grave situazione, sia per tutelare la maggioranza degli insegnanti che svolge con dedizione il proprio lavoro che, soprattutto, per tutelare i bambini che subiscono le conseguenze dell'inosservanza delle leggi esistenti e di una grave trascuratezza legislativa.

www.bambinicoraggiosi.com- 9 luglio 2013