TRAGEDIA IN COMUNITA':MAMMA SI SUICIDA CON LA FIGLIOLETTA LANCIANDOSI NEL VUOTO

 

 Note di Roberta Lerici

Chissà se qualcuno risponderà di queste decisioni prese dai tribunali "nell'interesse del minore". Decisioni che troppo spesso disgregano le famiglie, togliendo la speranza e la voglia di vivere. Sono troppe le storie drammatiche che avvengono ogni giorno in un sitema che azzera le persone, in nome di un interesse che troppe volte è di tutti fuorchè dei minori. Davvero non c'è altro modo per aiutare le madri che hanno difficoltà economiche che sottrarre loro i figli? E quanto costa questo sistema che va in soccorso delle madri in difficoltà chiudendole nelle comunità, o separandole dai figli? Perchè non si aiutano direttamente le donne o le famiglie quando, come in questo caso, quattro persone ospitate in comunità hanno un costo molto superiore a un minimo sussidio mensile? Domande che mi pongo da anni, ma che evidentemente le istituzioni non si pongono affatto.

TORINO, MAMMA SI SUICIDA LANCIANDOSI NEL VUOTO CON LA FIGLIOLETTA IN BRACCIO

Giovedì 16 Febbraio 2012 - 14:47 TORINO - Una donna di 33 anni a Torino, ospite di una comunità per persone in difficoltà, si è uccisa con la figlia di tre anni gettandosi dal terzo piano della struttura. Anche la bimba ha perso la vita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Gli ospiti della comunità sono stati tenuti all'oscuro dell'accaduto. La tragedia è avvenuta all'Opera Pia Vinetti di strada San Vincenzo. La donna si è buttata dal secondo piano, ma ha fatto un volo di tre in quanto è terminata in un seminterrato. La donna viveva in quel luogo dal gennaio 2011 con la bambina su disposizione del tribunale dei minori che aveva disposto la separazione della bambina dai due fratelli maggiori, un maschio e una femmina adolescenti, che la donna aveva avuto da un altro uomo.

TRAGEDIA ANNUNCIATA Una tragedia annunciata: la giovane madre che oggi si è tolta la vita con la figlia minore di tre anni, aveva manifestato nei giorni scorsi i suoi propositi. Secondo quanto s'apprende, i parenti lo hanno riferito ai carabinieri. La donna aveva avuto altri due figli da un altro uomo, un ragazzo e una ragazza ora adolescenti. Per una situazione 'difficilè rilevata dai servizi sociali il Tribunale dei minori nel gennaio 2011 aveva disposto il trasferimento della mamma e della piccola in una comunità.

Su disposizione dello stesso Tribunale per i minorenni, anche i due figli adolescenti sono accolti ciascuno in una comunità. La giovane donna voleva, invece, riunire la famiglia e portare tutti a vivere con il padre della piccola. L'avvocato Maurizio Vecchio, legale della famiglia, giunto sul posto della tragedia, ha spiegato che la donna voleva trovare una soluzione che facesse uscire lei e la bambina dalla comunità Opera Pia Vinetti.

FONTE LEGGO E IL GAZZETTINO DEL 16 FEBBRAIO 2011