PEDOFILIA, MOGLIE DEL CALCIATORE INDAGATO: "SONO UNA MADRE DISPERATA"

 

Note di Roberta Lerici

Chi come me ha a che fare ogni giorno con casi di abuso familiare, non può restare indifferente alle parole scritte da questa madre. Attualmente si parla tanto dei diritti dei padri, dipingendo talvolta le mogli separate come vere e proprie arpie. Ciò che è profondamente sbagliato, a mio avviso, è credere che tutti i padri siano brave persone e tutte le madri delle calunniatrici o viceversa. Sappiamo, infatti, che le statistiche parlano chiaro: l'80% degli abusi sui bambini avviene in famiglia e nel 70% dei casi ad abusare dei bambini sono i padri o altre persone di famiglia di sesso maschile. Allora, se per ogni donna separata che denuncia il marito, la linea difensiva tira in ballo le "accuse strumentali "dovute ad una "separazione conflittuale", i conti non tornano più. Quali sarebbero i padri abusanti se tutti si dichiarano vittime delle ex mogli?

La moglie del calciatore scrive ai giornali:"Sono una madre disperata"

(AGI) - Genova, 24 nov. - “Sono una madre disperata…”. Inizia con queste parole la lettera che la moglie del calciatore trentaseienne indagato per presunti abusi sulla figlia ha inviato oggi agli organi di stampa. “A luglio del 2009 ho denunciato al tribunale civile - prosegue la missiva - in fase di udienza presidenziale che mia figlia mi aveva rivelato confidenze circa condotte di natura sessuale abusante del padre nei suoi confronti. Il tribunale civile su richiesta del Presidente, ha istruito una perizia per rilevarne lo stato di fondatezza”. Secondo i difensori del calciatore, Massimo Boggio e Gianni Trombetta, la consulenza avrebbe dato esito negativo, dunque totalmente a discarico del loro cliente.

Scrive invece la donna (assistita dagli avvocati Stefano Corsini e Maurizio Tonnarelli): “La perizia civile ha rilevato degli elementi abusanti, tanto e’ vero che la giudice del civile ne ha chiesto un approfondimento in sede penale, adita dalla sottoscritta - si legge - La conflittualita’ di cui mi si accusa e’ inesistente, sebbene i maggiori studiosi in materia, dicano che i contatti padre-figli debbano essere sospesi fino ad accertamento dell’abuso, io quelle visite protette, previste precauzionalmente a tutela dei minori, che (omissis, omettiamo il nome del marito della donna) rivendica come suo diritto attraverso i mass-media, affermando che la sottoscritta gliele negherebbe ed indicandole come motivo di conflittulita’, io le ho sempre permesse senza che mi si possa accusare del contrario”. (AGI) Ge1/Sep (Segue)