Elezioni: i partiti maggiori ignorano la scuola

di Roberta Lerici 

Ieri,  nell'articolo "Nessuno ne parla: Scuola, le cifre dell’emergenza", Gian Antonio Stella stigmatizzava come la scuola in questa campagna elettorale, venga ignorata.Ma io parlerei, piuttosto,  di completo disinteresse nei confronti dei minori da parte dei maggiori partiti impegnati in queste elezioni. Un giornalista di Sky tg, qualche giorno fa, è venuto ad intervistarmi come candidata IDV, informandomi del fatto di essere l'unica  a parlare di minori. Mi sono sentita a disagio.

Proprio ieri, ho pubblicato  su questo sito l'articolo sui 70 genitori denunciati perchè non mandavano i figli a scuola. Povertà, ignoranza, incapacità della scuola di stare al passo con i tempi e di esercitare un'attrattiva.Incapacità della scuola di proporsi come alternativa al nulla.

Circa un mese fa, ho assistito ad un convegno in una scuola della provincia di Roma  e ho sentito la preside parlare ai genitori di aggiornamento degli insegnanti come unica soluzione al problema dell'ignoranza dei nostri studenti, al problema della disaffezione allo studio e a quello  dell'abbandono scolastico. ( Soprattutto al sud, se pensiamo che a Ravenna la dispersione nel primo biennio degli istituti professionali è dello 0,9% e a Crotone del 47%).

Ho sentito quella stessa preside parlare di programmi che comprendessero incontri con team di psicologi per alunni e docenti. Tutti insieme, per imparare a capire i bambini e i ragazzi e prevenire disagi, bullismo, abbandoni.

Aggiungo che oggi i ragazzi passano fin da piccolissimi circa 8 ore a scuola e il rimanente della giornata a casa (dalle 4 alle 8, poi mangiano e vanno a dormire). Non si può più parlare di mancanza di educazione da parte delle famiglie, quindi, ma di un insieme di carenze educative da parte di scuola e famiglia. Solo una stretta collaborazione fra scuola e famiglia può prevenire il bullismo ed educare alla tolleranza e alla formazione. Ma in Italia in alcune scuole non c'è neppure la carta igienica, come si può pretendere che si abbia il tempo di educare? Come si può pretendere che ci siano  computer per tutti? Come si può pretendere che si crei un rapporto con un insegnante, se in alcune classi delle scuole medie in un anno si cambiano anche dieci professori?  Se poi la scuola non è al centro degli interessi della classe dirigente di un paese, perchè dovrebbe essere al centro della vita degli studenti? Finora ci si è limitati a vietare i telefonini, ad invocare il ritorno alla meritocrazia, a deprecare il bullismo, a modificare programmi scolastici come si fa con i puzzle che non riescono mai. Eppure non ci si è accorti che alle elementari si sono aboliti i "riassunti"  e poi alle medie una delle prime cose si chiede agli studenti è quella di fare "un riassunto". A nessuno è venuto in mente che alle medie arrivano i bambini che hanno frequentato le elementari e che i "riassunti" non sanno neppure cosa siano.  Se lo stesso metodo fosse stato usato per tutto ciò che riguarda la scuola, si capirebbe come mai oggi si parla di "emergenza scuola". I continui tagli e la cattiva gestione dell'autonomia, poi hanno fatto il resto. Pensiamo che le gite culturali vengono pagate dalle famiglie e chi non può permettersele, in molte scuole , resta a casa.

Ma la possibilità di invertire questa rotta suicida, c'è. Persone che hanno capito cosa si dovrebbe fare, anche. A mio avviso, per risolvere i problemi bisogna conoscerli profondamente e avere voglia di risolverli, ed è questo che è mancato finora.

3 aprile 2008 www.bambinicoraggiosi.com