
Bambina di 3 anni subisce abusi dalla segretaria della materna
La donna, durante il riposino dei bambini, toglieva la parrucca che porta abitualmente e, fingendosi un uomo, molestava la piccola. I genitori sono riusciti a scoprire cosa accadeva ed è scattata la denuncia Lo leggo dopo La segretaria di una scuola materna di Milano, M.B. di 54 anni, è stata rinviata a giudizio con le accuse di violenza sessuale e percosse nei confronti di una piccola di soli tre anni.
L'incubo per la bambina ha inizio nel luglio del 2011 quando, durante il 'centro estivo', su di lei si concentrarono le attenzioni della segretaria. La donna, che solitamente indossava una parrucca a causa delle cure che stava facendo contro un tumore, durante il consueto 'riposino' dei piccoli, si toglieva la parrucca e fingendosi un uomo prestava le sue particolari attenzioni nei confronti della bambina, accompagnate spesso da minacce e percosse.
A casa la piccola veniva spesso colta da crisi di pianto e da uno stato di inquietudine insospettendo i genitori che, pian piano, sono riusciti a farsi raccontare quanto accadeva. Il 2 agosto i genitori presentarono una dettagliata denuncia ai carabinieri che, dopo una lunga e articolata indagine, scoprirono quanto accadeva alla materna. La donna venne quindi iscritta nel registro degli indagati e ora è stata rinviata a giudizio. Fonte

Pedofilia, l'ex parroco Ruggero Conti condannato a 14 anni e due mesi Prescritti tre episodi contestati, pena ridotta nel processo di appello
ROMA - Riduzione di pena in appello per Ruggero Conti, l'ex parroco romano accusato di aver abusato di alcuni bambini che frequentavano la sua parrocchia. La III Corte d'appello di Roma lo ha condannato a 14 anni e 2 mesi di reclusione; per Conti, sentenziata anche la prescrizione per tre episodi contestati. Approfittando delle fragilità di alcuni ragazzi affidati alle sue cure in oratorio e nei campi estivi, abusò ripetutamente di loro. E' l'accusa terribile sigillata venerdì dai giudici con una condanna da molti definita esemplare.
Oggi, Ruggero Conti, ex "guida" della parrocchia romana della Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, è stato condannato in appello per violenza sessuale continuata ed aggravata compiuta tra il 1998 e il 2008. I giudici hanno ridotto così la pena di 15 anni e 4 mesi, inflitta al prelato in primo grado, solo perché prescritti tre episodi contestati. Per l'ex parroco scattarono le manette nel giugno del 2008, proprio mentre stava organizzando con l'oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Dopo i domiciliari e il ritorno in carcere, oggi si è presentato "libero".

Secondo una recente indagine condotta su 1170 dottori di Milano e hinterland da Terre des hommes e Sbam, nonostante 6 volte su 10 venga intuito il disagio, nel 51,5% dei casi il personale medico sceglie di non denunciare perché pensa di non avere prove, di non essere preparato o teme di provocare conseguenze sulla famiglia .
Il sospetto ce l’hanno, eppure non denunciano: è quello che accade a molti medici quando si trovano di fronte al caso di maltrattamenti o abusi commessi a danno di bambini. Nonostante 6 su 10, tra pediatri e medici di base, intuiscano che qualcosa non va, oltre la metà (51,5 per cento) sceglie di non segnalare l’episodio all’autorità giudiziaria, perché pensa di non avere elementi sufficienti, non è preparato su come e a chi fare la segnalazione, o ha timore delle conseguenze sul contesto familiare.

Vibo Valentia, arrestata maestra d'asilo.Schiaffi ai bambini ripresi dalle telecamere
Due giorni dopo il caso di Barletta, un'altra istitutrice, Ines Romano, finisce ai domiciliari dopo essere stata ripresa dalle telecamere installate dai carabinieri in una materna di San Costantino Calabro. In una sequenza, la donna tratta i bambini a suon di ceffoni, calci e strattoni. Denunciata anche un'altra insegnante
VIBO VALENTIA - Schiaffi, calci, spinte ai bimbi dell'asilo: è l'accusa che ha portato all'arresto di Ines Romano, 62 anni, insegnante di una scuola dell'infanzia di San Costantino Calabro, nel vibonese, ora ai domiciliari. I maltrattamenti sono stati ripresi dalle videocamere fatte installare nella scuola dalla Procura di Vibo che ha coordinato le indagini. Alla donna viene contestato il reato di maltrattamento di minori ma, secondo quanto si è appreso, anche una seconda insegnante è stata denunciata dai carabinieri di Vibo Valentia.
Mercoledì 29 Maggio 2013 ROMA - Spetta al ministero dell'Istruzione risarcire una bambina che ha subito violenza sessuale all'interno di una scuola, perchè l'amministrazione avrebbe dovuto prestare adeguata vigilanza all'interno dell'istituto. Lo sottolinea la Cassazione trattando, in giudizio civile, il caso di una ragazzina di Tivoli, che all'epoca dei fatti frequentava la seconda elementare, violentata a scuola da un operaio che faceva lavori di manutenzione. Il ministero dell'Istruzione, condannato nel giudizio di merito, aveva chiamato alla corresponsabilità anche il Comune, ma la suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ricadono, infatti, sotto la responsabilità del ministero dell'Istruzione i «danni di qualsiasi genere» subiti dagli alunni «durante il tempo in cui dovrebbero essere sorvegliati dal personale della scuola». E quanto più piccoli sono gli alunni «crescente deve essere la vigilanza». La corte di merito, scrive la Cassazione, correttamente ha ravvisato una «responsabilità» contrattuale del ministero essendo l'azione di risarcimento danni da parte dei genitori della piccola fondata «sull'inadempimento dell'obbligo di vigilanza, contrattualmente gravante». Come accertato dal processo penale (i fatti si sono svolti 15 anni fa), l'operaio, incaricato dal Comune di Tivoli di lavori di manutenzione della scuola elementare, era entrato nel bagno delle bambine (che erano senza chiavi, per ragioni di sicurezza) e «l'assenza di sorveglianza ha agevolato l'azione criminosa, contribuendo al verificarsi dell'evento».
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