In casa famiglia senza motivo:fra violenze e ricatti, così si annullano i bambini

 Di Roberta Lerici

In relazione all'articolo apparso su Repubblica,"Bambini in casa-famiglia business da un miliardo all'anno" , ritengo giusto sottolineare alcuni inquietanti aspetti del problema che nell'articolo non sono stati affrontati in modo completo.Innanzitutto, non si è parlato dei figli dei genitori separati che finiscono in casa famiglia perchè hanno un buon rapporto con uno solo dei genitori, mentre rifiutano l'altro.

In questo caso, i tribunali, sostenuti dai legali del genitore respinto, optano per il collocamento dei bambini in casa famiglia , staccandoli dal genitore con cui hanno un forte legame e imponendogli di riavvicinarsi al genitore rifiutato attraverso pratiche violente, talvolta anche usando l'arma del ricatto.

Il ricatto consiste nel ripetere al malcapitato bambino, che se non farà tutto ciò che gli viene chiesto, non rivedrà più le persone che ama.A tal scopo il bambino viene sradicato dal suo ambiente, per creargli quel vuoto intorno che secondo teorie prive di basi scientifiche, favorirebbero il riavvicinamento.Ben pochi, purtroppo, sono i giudici che dispongono specifiche indagini psicologiche per scoprire le origini del rifiuto verso uno dei due genitori, molto più semplice è rimuovere il problema optando per il collocamento in casa famiglia sine die.Sono molti i minori che passano anni in queste strutture, soffrendo, cambiando carattere e personalità, fino a diventare così fragili e sfiduciati da tentare il suicidio.

L'altro aspetto da non sottovalutare è la non linearità delle decisioni prese dai vari tribunali dei minori.La discrezionalità lasciata ai giudici dalla legge è tale, che una volta entrati nel circuito tribunali -servizi sociali-periti, non si sa quale futuro aspettarsi.Accade così che la ragazzina baby campionessa di atletica, sia rinchiusa da più di un anno in una casa famiglia pur avendo vissuto per sei anni con una mamma affidataria. Improvvisamente qualcuno si è ricordato di lei, e così ha pensato bene di strapparla ai suoi unici affetti per farla riavvicinare ad una mamma naturale piena di problemi. Quello della baby campionessa è forse l'unico caso in cui una donna extracomunitaria, clandestina, con  precedenti penali e gravemente malata, viene sostenuta dalle istituzioni come madre a cui questa ragazzina di 13 anni deve a tutti i costi riavvicinarsi, anche se questa madre non è mai stata capace di ricostruirsi una vita sana, dopo l'uscita dal carcere, riservando a sua figlia esperienze di violenza e trascuratezza.

Ma le istituzioni preposte hanno forse pensato ad un eventuale percorso di recupero della madre, prima di riproporla ad una figlia traumatizzata? E se lo hanno tentato, questo percorso è riuscito? Ufficialmente nessuno dice nulla. Quello che pare sia stato detto a questa ragazzina, però, è che davanti a sè avrebbe solo due strade: tornare con la madre (ma a vivere dove?) o restare in casa famiglia fino a 18 anni.E la famiglia che l'ha amorevolmente cresciuta per sei anni? Non conta nulla, anzi: deve essere tenuta alla larga, perchè la bambina deve dimenticarla.

Nella stessa situazione troviamo anche  bambini di estrazione del tutto differente: figli di genitori abbienti, ottimi scolari, fino a che non accusano uno dei genitori di aver commesso abusi su di loro o violenze.In alcuni casi, però, le indagini finiscono per essere archiviate e il genitore che ha creduto alle accuse dei figli, passa dalla parte del torto: è colpa sua se il bambino ha raccontato di aver subito violenze, è stato lui ad influenzarlo (Sindrome da alienazione parentale).Così, questi bambini educati, studiosi, che fanno musica e sport e hanno praticamente tutto, possono finire in strutture con ragazzi più grandi, difficili, violenti  e baby prostitute, perchè spesso le strutture di accoglienza vingono scelte senza sapere di che strutture si tratti, nè di che tipo di minori si occupino. Cosa ancora più grave, è che non essendo stati creduti quando hanno raccontato di aver subito abusi, per lo stato non necessitano di psicoterapie, nè di altro tipo di sostegno: per la legge a questi bambini non è accaduto nulla.

Come finiranno questi bambini? Chi pagherà per averli abbandonati da qualche parte senza più interessarsene? Ricordiamo che se ai genitori viene sospesa la patria potestà perchè magari è in corso un processo o una causa di separazione conflittuale, questi bambini spesso non vengono seguiti da un terapeuta anche se per i consulenti ne avrebbero bisogno, perchè sono le istituzioni a dover disporre eventuali cure, ma queste istituzioni troppo spesso si dimenticano di loro.I bambini lasciati nelle strutture in attesa che terminino i processi, sono probabilmente la categoria più colpita dalla mancanza di cultura e attenzione da parte delle istituzioni che dovrebbero tutelarli.

Un giudice può prendere per buona una perizia in cui la denuncia di abusi viene azzerata con una diagnosi di PAS stilata senza mai aver incontrato il bambino nè il genitore ,e allontanare il figlio dal genitore protettivo, collocandolo in una casa famiglia o affidandolo direttamente al genitore abusante. Lo stesso giudice, per le nostre leggi, ha facoltà di non prendere in considerazione una perizia in cui si afferma che un bambino ha subito un trauma da abuso sessuale e non deve essere assolutamente separato dalla madre, e può decidere di collocare il bambino in casa famiglia, lasciandolo nei weekend al genitore abusante.

E la madre protettiva? La madre, potrà vedere suo figlio solo un'ora alla settimana e alla presenza di un assitente sociale, perchè amarsi troppo fra madri e figli, è altamente pericoloso per l'equilibrio psicofisico del bambino. O, almeno, questo è ciò che è stato scritto da alcuni giudici...

Ma visto che questo articolo non esaurisce tutte le tipologie di situazioni in cui incolpevoli bambini finiscono in casa famiglia senza ragione, ecco alcuni articoli che consiglio:

 MASSA.FIGLI SOTTRATTI ALLA MADRE, L'ASSESSORE:" DATI AD ALTRI PER SGRAVARE I GENITORI"

ISCHIA, BIMBA SOTTRATTA ALLA MADRE: BAMBINI TRATTATI COME CRIMINALI

PAS:UN BUSINESS SULLA PELLE DEI BAMBINI

 UDINE, CONVEGNO PEDOFILIA: PERCENTUALE MINIMA DI FALSI POSITIVI

BAMBINI CONTESI: CHIEDE AIUTO E LE TOLGONO I FIGLI

 LA BIMBA CHE VOLEVA CORRERE (LA STAMPA, MAGGIO 2010)

CHI L'HA VISTO, ANNA GIULIA "BAMBINA SENZA": LA GIUSTIZIA CHE NON C'E'

 BAMBINO CONTESO, LA SENTENZA CHE HA STRAPPATO A LIAM LA SUA MAMMA

 " FRATELLINI SU YOUTUBE": UNA STORIA AGGHIACCIANTE E QUATTRO BAMBINI TUTTORA IN CASA FAMIGLIA

 Trento, ennesima violenza dei tribunali:Prelevato a scuola per essere portato in casa famiglia nell'ora di ricreazione

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Aprile 2011