MAGALLI, "SE IL MARITO LA UCCIDE, CHE JE VOI DI': ARRIVANO LE SCUSE DEL CONDUTTORE

 

MAGALLI:" NON SONO RIUSCITO A CHIARIRE IL MIO PENSIERO"

Di Roberta Lerici

Dopo le polemiche seguite alla trasmissione "Se a casa di Paola" del 4 aprile 2011 in cui Giancarlo Magalli si era distinto per un suo commento che pareva giustificare l'omicidio, Flavia Amabile ha riportato sul blog de La Stampa  il link alla trasmissione, unitamente ad un breve articolo in merito.Oggi, alla giornalista sono arrivate le scuse del conduttore che, riprese dallo stesso sito de La Stampa, vi riporto di seguito. Ciò che non vi riporto ma che vi invito a leggere qui  sono i commenti all'articolo della Amabile, in cui altri lettori sono pronti a giustificare questi uomini a cui troppo spesso le donne fanno perdere la pazienza.

E' triste constatare che persone cosiddette "normali" si riconoscano in atteggiamenti, gesti e pensieri che di solito si ritiene appartengano a persone colte da momentana perdita della ragione.Probabilmente la follia d'amore di cui si discuteva nel programma della Perego, è più realisticamente un deleterio retaggio culturale di cui una parte degli uomini italiani non è ancora riuscito a liberarsi.In fondo, se fino al 1981 si poteva ottenere uno sconto di pena per il delitto d'onore, non c'è di che stupirsi.

LA FRASE INCRIMINATA:

 " Io penso anche a quei poveri uomini, che lasciati dalla donna che amavano disperatamentecercano il chiarimento non per ammazzarla, ma per ricucire un rapporto e magari si sentono dire 'io ti ho sempre tradito, perché tu sei uno scemo, impotente e mi fai schifo' e in quel momento perdono la brocca e l'ammazzanoE vabbè, che gli vuoi di'? [...] esistel'attenuante della provocazione... tante volte questo crinale si supera non perché uno è cattivo, ma perché te ce portano e quindi poi quello paga il suo debito, per carità... lo paga... però..." (LEGGI TUTTO)

 LE SCUSE DI GIANCARLO MAGALLI

"Mi rendo conto che quello che ho detto dalla Perego può essere sembrata una difesa di chi fa del male o uccide una persona alla fine di una storia d'amore, se provocato. Mi dispiace non essere riuscito ad essere chiaro, come in genere sono, e di non essere riuscito a chiarirmi, anche perchè assalito dalla virulenza della Boralevi. Il discorso era un altro: si discuteva del fatto se si può uccidere per amore. Sia io che lo psichiatra eravamo d'accordo che non si può: uccidere è una cosa così terribile che si può fare solo per follia. Il mio discorso era volto solo a dire che qualunque uomo (ma anche una donna) normale può superare il crinale della follia e diventare un omicida se provocato. Il che non lo giustifica affatto, o meglio non giustifica l'atto di follia, ma aiuta a capire perchè la follia sia scattata. Mi dispiace essere stato poco chiaro, ma certamente non volevo nè giustificare nè difendere chi fa del male. Cordiali saluti. Giancarlo Magalli scritto da Giancarlo Magalli 6/4/2011 14:51

NOTE FINALI: Oltre alla giornalista de La Stampa, anche l'autrice di un altro blog ha ricevuto lo stesso messaggio di scuse, qui