PEDOFILIA, MAESTRO DI TRICARICO, "HO COMPRATO UN BAMBINO A 300 EURO DA SUO PADRE"

Maestro confessa «Ho comprato un bambino per far sesso» di FABIO AMENDOLARA «Sì, ho comprato sesso in Svizzera da un papà che ha venduto il suo bambino per 300 euro». Lo ammette Pietro Materi, 30 anni, maestro di sostegno originario di Tricarico, in provincia di Matera, arrestato la scorsa estate dagli agenti della polizia postale, perché rubava l’innocenza ai bambini su internet. Ora vuol far da guida agli investigatori nei segreti telematici.

Vuole rivelare ciò che aveva scoperto di quel mondo virtuale in cui si era perso. Nel corso di un interrogatorio ha confermato ai magistrati della Procura di Potenza Anna Gloria Piccininni e Annafranca Ventricelli di aver conosciuto su una chat di internet un uomo e di essersi accordato per un incontro con finalità sessuali.

Il maestro non ha provato a cercare delle scuse o un alibi. Il suo è un racconto freddo e lucido. Ha ammesso l’abuso di due dei suoi alunni disabili e raccontato le sue scorribande sessuali all’estero, tra Laos, Vietnam, Thailandia e Svizzera. Proprio in un tranquillo paesino della Svizzera ha abusato di un bambino di cinque anni davanti a suo padre e a una macchina fotografica. Perché le foto, poi, finivano nella rete, a disposizione dei pedofili di tutto il mondo. «Ho conosciuto uno svizzero che sulle chat usava il nickname “Dad of Spain” - dice il maestro di sostegno nel verbale cha la Gazzetta ha potuto vedere in esclusiva - e sono stato anche a casa sua in Svizzera». Il nome del paese non lo ricorda. Ma ha detto agli investigatori di aver prelevato da un bancomat 300 euro per pagare la prestazione. E gli agenti della polizia postale di Matera quella traccia bancaria l’hanno già riscontrata. «Dave (così si chiama l’uomo, che ora è ricercato dall’Interpol ndr) dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale». I magistrati gli chiedono se lui era lì solo per fotografare.

E lui ammette anche l’abuso: «Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione». Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli chiedono se era stato drogato. Lui risponde: «Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva». E le foto? Dice il maestro: «Le ho ancora. Sono nell’hard disk del mio computer, nella cartella “Aron”, il nome finto che Dave dava al suo bambino». Quelle foto gli investigatori le hanno recuperate. E ora stanno rintracciando tutti quelli che dalla rete le hanno scaricate.

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