PINEROLO, MALTRATTAMENTI ALL'ASILO: CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER LE MAESTRE

Le presunte violenze emersero dopo le denunce e un filmato

"Maltrattavano i bambini: Processate le maestre"

Le presunte violenze emersero dopo le denunce e un filmato Chiusa l’inchiesta sull’asilo «Il paese delle meraviglie» ANTONIO GIAIMO La Procura della Repubblica di Pinerolo chiude l’inchiesta sull’asilo «Nel Paese delle meraviglie», che era stato messo sotto sequestro. Per il procuratore Giuseppe Amato, e per il suo sostituto Ciro Santoriello, ormai ci sono elementi sufficienti per richiedere al giudice il rinvio a giudizio. Per tutte e tre le maestre (Francesca Pamfili, Stefania Di Maria e Elisa Griotti) sono state formalizzate le accuse di maltrattamenti e abbandono di minori.

Un capo d’accusa in più per la maestra Griotti, che dovrà rispondere anche di lesioni colpose. Questo perché c’era solo lei quel pomeriggio nel quale una bambina, dopo aver scavalcato la rete del letto, aveva per 13 volte morsicato al volto e a un braccio una coetanea. «Affronteremo il processo a testa alta», afferma Mirella Bertolino, che con Cristina Botto, Davide Richetta e il professor Mauro Ronco, assiste le tre maestre. Poi riflette sulla richiesta di rinvio a giudizio: «Nella nostra memoria difensiva avevamo chiesto l’archiviazione del procedimento. Per sostenere la nostra tesi avevamo prodotto numerose deposizioni dei genitori nelle quali si sosteneva che in quell’asilo i loro bambini si erano sempre trovati bene. Ci saremmo aspettati dall’accusa una derubricazione del reato in omessa assistenza». La tesi accusatoria si basa sostanzialmente sulle deposizioni di tre ex dipendenti e di due stagiste che hanno raccontato prima ai carabinieri e poi al sostituto procuratore episodi di presunti maltrattamenti: bambini costretti a mangiare per forza, altri chiusi nel bagno della scuola solo perché al pomeriggio non volevano dormire. E per rafforzare le denunce due ex dipendenti, le sorelle Margherita e Francesca Monelli, hanno anche prodotto un video girato con una telecamera, nel quale si vede un bimbo piangere: era stato lasciato sotto al lavello del bagno. In un’altra immagine ancora un bambino che si dispera in un lettino posto nel sottotetto.

E sono proprio i video quelli che hanno dato impulso all’inchiesta, ma che adesso verranno utilizzati dalla difesa. «Quando sono state realizzate quelle riprese nell’asilo non c’era nessuna delle tre maestre – spiega l’avvocato Bertolino – questo quindi dà spazio a diverse interpretazioni». Di più non vuole dire, non si sbilancia, ma lascia aperta la possibilità che dietro a tutto ciò possa esserci un complotto legato a dissapori fra maestre ed ex dipendenti. E aggiunge: «A nostra insaputa i carabinieri avevano fatto mettere delle telecamere all’interno dell’asilo, ebbene in quelle immagini non emerge alcun episodio di maltrattamenti». Elementi della difesa già presenti in una memoria consegnata ai magistrati, ma che non sono stati sufficienti per far cadere le accuse.

Per la procura, che ha sentito anche dei genitori, non esiste l’ipotesi di un complotto. E poi si aggiunge il fatto che le tre dipendenti non solo hanno scelto di testimoniare contro le maestre, ma hanno anche rinunciato al posto di lavoro. Al centro dei presunti maltrattamenti sempre gli stessi bambini, quelli di indole più agitata, più difficili da gestire. Un papà racconta che suo figlio veniva bloccato con le gambe dentro ad un cassetto, una mamma aggiunge che il suo bambino quando usciva da scuola aveva dei segni rossi sulle guance molto evidenti.

Secondo l’accusa sarebbero stati provocati da una delle tre maestre che, per costringere il piccolo ad aprire la bocca per mangiare, gli schiacciava le guance. http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/381657/