Pedofilia, la doppia vita del professore di violino: la mattina insegnante, la sera pedofilo

DOCENTE DI MONTESILVANO

Scoperto dalle «Iene», finisce sott’inchiesta: cercava bimbe al di sotto dei 10 anni  

PESCARA. La doppia vita del professore di violino: la mattina insegnante, la sera pedofilo. E’ stato incastrato da un filmato delle «Iene» andato in onda a novembre su Italia Uno e denunciato alla procura di Pescara per detenzione di materiale pedo-pornografico. La polizia gli ha perquisito casa e sequestrato il computer i cui file, però, erano stati cancellati. Ma un consulente del pm, esperto in informatica, li ha «ripescati» scoprendo che il docente cercava bambine al di sotto dei 10 anni.
Ha 40 anni il docente di musica. Vive a Montesilvano e su Internet si fa chiamare Niccolò Paganini.
 

NON E’ DI PESARO. A segnalare il caso alla polizia sono stati alcuni cittadini di Pesaro che credevano di aver riconosciuto un loro concittadino nel filmato trasmesso il 12 novembre scorso dalle «Iene», che intervistavano un pedofilo, ed hanno avvertito la polizia del centro marchigiano.
La ripresa delle «Iene» era stata fatta con una telecamera nascosta, coprendo il volto del docente. Ma la squadra mobile di Pesaro, dopo un mese di indagine, ha scoperto che a rilasciare l’intervista non era un pesarese bensì il professore di Montesilvano.
Come? Gli investigatori, diretti dal vice questore Andrea Massimo Zeloni, si sono avvalsi della collaborazione della «Iena» Luigi Pelazza che ha condotto l’indagine giornalistica.
 

INDAGA PESCARA. Il 15 gennaio, quindi, la segnalazione arriva sul tavolo del pubblico ministero di Pescara, Giuseppe Bellelli. E scatta la perquisizione in casa dell’indagato.
Nel computer del professore vengono trovati dei file (recuperati nonostante fossero stati cancellati) il cui contenuto, svelato dal consulente tecnico della procura pescarese, ha confermato i sospetti iniziali. L’uomo, tra l’altro, deteneva decine di filmati e fotografie che ritraevano bimbe tra i sette e i dieci anni riprese mentre giocavano in strada. Si é anche saputo di viaggi all’estero in località note per il turismo sessuale.
 

COSI’ CADE IN TRAPPOLA.  E’ una brutta storia che inizia lo scorso ottobre quando il musicista contatta, via email, un sito torinese di escort: un portale che tratta annunci erotici. A rispondere è il titolare dell’agenzia, Michele Macagnino, che subito rimane colpito dalla richiesta.
Macagnino sporge denuncia alla polizia postale piemontese. E con gli investigatori si impegna a tenere corda con il professore. Diventa, quindi, una sorta di «gancio».
Dall’email si passa ad una chattata, poi alle telefonate perché «stiamo entrando in un “terreno proibito”», dice il «gancio» al professore di Montesilvano, esortandolo anche a spostare la contrattazione verso un telefono «non intestato». Lui, il docente di musica, fornisce un 339 e si continua a voce. Il «gancio» gli propone una bimba milanese di 8 anni. L’appuntamento, quindi, è a Milano.
 

IL MESSAGGIO SHOCK.  L’email di ottobre che aveva colpito Macagnino iniziava così: «Potreste dirmi se potete procurarmi una bella ragazza giovanissima?».
Ma “giovanissima”, parlando alla grande piazza di internet, era un dato troppo relativo. Di qui la precisazione del docente: «Mi servirebbe dai dieci anni in giù». Firmato “Niccolò Paganini”».
Paganini è il nome d’arte, scelto probabilmente dal professore di musica solo per questa circostanza. «Chiamami Niccolò, tanto non è il mio vero nome, ed io capirò», chiarisce il docente invitando Macagnino a ricontattarlo in tarda serata. Ma scatta la denuncia alla Polpost che in un attimo traccia l’IP, l’internet protocol, cioè la targa informatica del computer connesso alla rete. Nel frattempo la trattativa va avanti, le indagini anche, e arriva novembre. Il gancio contatta le Iene che passano il servizio a Pelazza.
 

TELECAMERA NASCOSTA. C’è da muoversi in fretta, però, perché l’incontro è previsto solo un paio di giorni dopo. L’occasione di avere l’insegnante in trasferta nel Nord è grazie ad una manifestazione nei pressi di Mantova, dall’8 all’11 novembre, per un evento che lo vedrà impegnato in prima persona a suonare il suo violino.
L’incontro avviene con una telecamera nascosta in un cinema, dove verosimilmente si disputavano le audizioni. Il montesilvanese prima si fida: «Io voglio proprio bene alle bimbe», confessa al suo interlocutore. Poi si lascia andare a sconcezze senza limiti sul sesso e sui bambini. Messo con le spalle al muro, incalzato dalla iena, però, nega tutto: «Non sono stato io», dice, «questo numero non lo uso da una vita, cado dalle stelle». E scappa via. Ma è troppo tardi: il docente di violino è stato ripreso, il 12 novembre la storia shock va in onda in tv.
(Espresso Local 12 marzo 2008)