Pedofilia, Pino La Monica sul web: Roberta Lerici scrive alla Gazzetta di Reggio

 Pino La Monica

La Monica torna sul web la Gazzetta di Reggio — 21 giugno 2010    la Gazzetta di Reggio — 21 giugno 2010   pagina 01   sezione: PRIMA PAGINA e pagina 09 sezione: CRONACA

Pino La Monica è sbarcato nuovamente su Facebook, uno dei più popolari social network sul web. L’educatore condannato in primo grado a 9 anni e 9 mesi per abusi su minori, dalla sua abitazione mantiene quotidianamente contatti con il mondo esterno. A denunciare l’accaduto i responsabili del sito internet www.bambinicoraggiosi.com.

«Apprendiamo - si legge in una nota dei responsabili del sito - che il signor Pino la Monica, appena condannato a nove anni e nove mesi, è serenamente su Facebook ad occuparsi di grandi battaglie ecologiste, come il salvataggio di querce secolari. Ovviamente, non avendo subito restrizioni all’uso di internet nella sentenza di primo grado, immaginiamo che questo sia del tutto legale e rientri nei suoi diritti. Come associazione a tutela dell’infanzia, non possiamo però esimerci dal domandare se in questo modo non si mettano potenzialmente a rischio altri minori e se sia giusto che una persona condannata anche per il possesso di materiale pedopornografico particolarmente violento, possa comunicare attraverso un blog su cui ha ricominciato a scrivere o una pagina di Facebook».

Il sito internet bambinicoraggiosi.com è curato in prima persona da Roberta Lerici* di Rignano Flaminio, il paese in provincia di Roma, finito alla ribalta delle cronache nazionali per una vicenda legata a presunti abusi sessuali in un asilo. La nota della Lerici fa poi riferimento alle amicizie di La Monica. «Alcune delle tante persone che lo sostengono - scrive - continuano a ignorare il fatto che ci siano delle vittime reali del loro beniamino e insinuano, sempre attraverso internet, che al processo non siano stati tutelati i diritti della difesa, che vi siano state stranezze, mancanze e tanto altro.

Parole in libertà, opinioni personali, certo, ma se moltiplichiamo tutto questo darsi da fare in favore di qualsiasi condannato per pedofilia, noteremo che il web si è riempito di proclami contro la giustizia ingiusta, che sbaglia troppo spesso, che infanga brave persone, e tutto il resto, facendo passare il concetto che i bambini sono bugiardi, che i gatti passeggiano sulle tastiere dei pc di persone al di sopra di ogni sospetto e che chiunque può finire in carcere senza aver fatto nulla.

Siamo arrivati al punto che in alcuni casi, bambine di dodici anni sono state definite delle poco di buono e, di questo passo, non sappiamo dove potranno arrivare i supporter dei vari condannati in tutta Italia.

Crediamo, quindi, che si dovrebbe fermare questo garantismo a senso unico per i carnefici accertati o presunti, e dedicarsi maggiormente a dare voce alle parti lese, documentando e informando sulla devastazione che un abuso sessuale causa nei bambini. Il garantismo è giusto, ma non può essere a senso unico». www.bambinicoraggiosi.com 21 giugno 2010

*Roberta Lerici Capo Dipartimento Infanzia IDV e Responsabile del Movimento Infanzia del Lazio