DDL INTERCETTAZIONI: IMPLICAZIONI DELL'INTRODUZIONE DELLA "LIEVE ENTITA'" NEI PROCESSI PER PEDOFILIA

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Di Roberta Lerici
Il PDL, afferma di voler sanare con l'emendamento proposto,  un errore, in quanto essendo  la legge sulla pedofilia equiparata  a quella sulla violenza sessuale, per renderla del tutto identica, è necessario inserire anche la norma che prevede "la non obbligatorietà dell'arresto in flagranza di reato, se la violenza è di lieve entità". Ecco uno stralcio del comunicato PDL:
«La commissione Giustizia del Senato  ha con grande senso di responsabilità ulteriormente ampliato i casi di arresto obbligatorio in flagranza prevedendo che anche nelle ipotesi di atti sessuali con minorenni si applichi la stessa normativa della violenza sessuale». «Per un mero errore materiale  non era stata prevista la non applicabilità dell'arresto obbligatorio nei casi di minore gravità così come già avviene per la violenza sessuale. Tale omissione avrebbe reso la norma incostituzionale sia per la disparità con la violenza sessuale..."

E adesso veniamo a quello che penso io della questione.Siamo sicuri che la "lieve entità" sia applicabile anche alla violenza sessuale sui minori? Siamo sicuri che sia giusto non arrestare un uomo intento ad abusare di un bambino anche se l'azione criminale viene interrotta, per esempio,  dall'intervento di un passante?

E sà il PDL cosa comporterebbe quella "violenza di lieve entità" in tanti processi per violenza sessuale? Sà il PDL che talvolta gli aggressori non fanno neppure un giorno di carcere se la loro violenza sessuale viene considerata di "lieve entità"?

Emblematico il caso di una ragazza disabile che è riuscita a fuggire dal suo aggressore e a denunciarlo.L'uomo, condannato in primo grado a quattro anni, si è visto dimezzare la pena in appello  perchè quella violenza sessuale è stata considerata di "lieve entità". Dunque quell'uomo non farà un solo giorno di carcere.

I rischi di una norma del genere applicata anche alla pedofilia, quindi, sono molteplici.Pensiamo al caso di don Marco Cerullo, sorpreso in auto con un suo alunno di 12 anni, nell'atto di un rapporto orale.Don Marco è stato arrestato e successivamente condannato, ma chi può assicurarci che un giorno qualcuno non reputi un rapporto orale una violenza di "lieve entità" rispetto ad un altro tipo di violenza sessuale? Adesso, una cosa del genere sarebbe impensabile, ma in futuro? Questo "perfezionismo legislativo", non potrebbe offrire ai pedofili la possibilità di alleggerire  la loro posizione processuale?

Allo stato attuale i minori incontrano già enormi difficoltà ad essere creduti quando denunciano un abuso, se poi dovesse essere messa in discussione anche la gravità del tipo di abuso subito, penso che davvero, la loro possibilità di ottenere giustizia diminuirebbe ulteriormente.Ecco perchè ritengo che il concetto di "lieve entità" non debba assolutamente entrare nella legislazione che riguarda i reati sessuali in danno di minori, non tanto per il mancato arresto in flagranza di reato, ma soprattutto per l'inevitabile riflesso negativo che questa norma potrebbe avere nei procedimenti giudiziari e nella quantificazione delle pene da infliggere a chi si macchia di tali abominevoli reati.

Autore Roberta Lerici- www.bambinicoraggiosi.com 31 maggio 2010