Santona di Lumezzane, parla il suo ex compagno fuggito dopo cinque anni

LA STORIA DI FIORELLA TERSILLA TANGHETTI

I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere al sequestro di persona, dai maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli all’abuso dei mezzi di correzione. Il pm bresciano, contrariamente a quanto si legge nel rapporto dei carabinieri, non ha ritenuto invece di procedere singolarmente per i reati di riduzione in schiavitù, lesioni personali, abbandono di persone minori o incapaci, morte come conseguenza di altro delitto, sfruttamento del lavoro minorile.

L’impianto accusatorio è in ogni caso molto grave. In queste ore i legali degli indagati stanno presentando memorie e documenti, e stanno rilasciando dichiarazioni spontanee. Esaurita questa fase, il magistrato dovrebbe chiedere il loro rinvio a giudizio. Su una cosa gli investigatori non hanno dubbi: ci troviamo di fronte a un’organizzazione malavitosa che ha scientemente adescato, soggiogato e sfruttato persone deboli e indifese per creare un impero economico e per arricchirsi.

Facendo leva sulla molla religiosa, sulla promessa della salvezza eterna, Tanghetti è riuscita a disporre in modo incondizionato di centinaia di adulti e di altrettanti bambini, che hanno abbandonato la loro vita precedente per entrare a fare parte di questa comunità.

Una comunità chiusa, ermetica. Dove chi aderisce è isolato dal mondo esterno, gli viene fatto il lavaggio del cervello e proibito ogni contatto addirittura con familiari e parenti, considerati contaminati e portatori di male. Dentro la struttura c’è tutto ciò che serve: la scuola (fai-da-te) per i bambini, organizzata ai sensi di legge, con classi che vanno dall’asilo fino alle medie e superiori. Ci sono figure professionali (tutti indagati) pronte a risolvere ogni evenienza. Il medico, Eros Magri, che si occupa dei problemi sanitari, reperisce farmaci e tratta i malati. L’avvocato Piercarlo Peroni, che dipana le questioni legali, e la commercialista Daniela Cittadini, che cura gli aspetti finanziari.

 

Il tutto sotto la costante organizzazione e direzione della santona Tanghetti.La donna nella seconda metà degli anni Ottanta gira per le parrocchie della Lombardia spacciandosi come lo spirito incarnato della Madonna, che la guida nel sonno attraverso messaggi premonitori col fine di salvare gli eletti dal sopraggiungere dell’Anticristo.(...)

Nei primi anni Novanta muore suo marito e Tanghetti inizia una relazione con Michelangelo Inverardi: insieme decidono di creare un centro per accogliere tossicodipendenti, persone con problemi di varia natura e bisognosi da impegnare in attività lavorative. Nasce l’associazione Casa del pellegrino, seguita dalla società Sergio Minelli. Dagli accertamenti svolti dai carabinieri presso la direzione generale della Asl di Brescia, entrambe queste strutture non risultano autorizzate o accreditate per svolgere attività sociale o sanitaria.

 (fonte Panorama n-21 )

fonte: Panorama.it numero 22 Vi racconto la mia compagna santona

LA STORIA DI FIORELLA TERSILLA TANGHETTI

DI CARMELO ABBATE Michelangelo Inverardi è stato per quasi 5 anni accanto alla donna che si dice dotata di poteri paranormali e finita sotto inchiesta per le violenze sugli adepti. «Ho partecipato alle punizioni» dice «ma poi sono fuggito». Michelangelo Inverardi per quasi 5 anni è stato il compagno di Fiorella Tersilla Tanghetti, la santona della «setta della porta accanto» (Panorama 21). Da lei ha avuto un figlio, Emanuel, che ora ha 16 anni ma che non ha mai visto. Con lei ha messo in piedi la comunità che si è trasformata in un lager dove bambini e adulti hanno subito sevizie disumane. Lì dentro ha preso parte a punizioni e sequestri di persona. Poi non ce l’ha più fatta ed è scappato, non senza subire violenza. Dopo avere letto l’inchiesta di Panorama, Inverardi, che oggi ha 46 anni, ha deciso di raccontare la sua verità.

Quando ha conosciuto Fiorella Tersilla Tanghetti? Nei primi anni Novanta. Mi ero appena separato da mia moglie, avevo passato un brutto periodo e avevo avuto qualche problema con la droga. Dove vi siete conosciuti? Al santuario di Bovegno. Un parente mi aveva portato a sentirla: diceva il rosario. La sera stessa mi ha invitato a fermarmi da lei. Quando è iniziata la vostra relazione? Subito dopo. Lei viveva ancora con il marito, ma lui era al corrente di tutto. Come è nata l’idea della comunità? Una sera eravamo a cena con altre persone e ho buttato lì l’idea di creare una casa per persone in difficoltà. Che cosa è successo? L’indomani una persona vicina a Tanghetti mi ha dato una scatola di scarpe: dentro c’erano 100 milioni di lire in contanti e abbiamo comprato il primo immobile. Da dove arrivavano quei soldi? Questo l’ho detto soltanto ai carabinieri.

Allo stesso modo, in seguito, ho visto passare una quantità spropositata di denaro, sempre in contanti. Lei è stato testimone di violenze subite da bambini o adulti? Sì. Bambini picchiati e costretti a mangiare il vomito. Adulti segregati e legati. Ha mai preso parte a queste punizioni? Sì. In cinque o sei adulti tenevamo fermi i bambini mentre venivano puniti. E non riuscivamo a capacitarci della forza incredibile che avevano i piccoli. E ho partecipato alle punizioni dei grandi. Una volta abbiamo legato a testa in giù e picchiato un uomo. Perché l’ha fatto? Fiorella diceva che erano indemoniati e che bisognava scacciare la negatività. Diceva che «glielo aveva detto la Madonna», con cui sosteneva di parlare nel sonno. Perché è andato via dalla setta? Non riuscivo a mandare giù quelle cose. Un giorno le dissi che m’ero stancato. Il problema era che conoscevo tutti i segreti lì dentro ed ero il tesoriere dell’associazione. Quindi? Mi hanno massacrato di botte e chiuso per un mese in una stanza. Mi costringevano a mangiare cose strane, m’iniettavano sostanze.

Ero quasi in coma. Poi mi hanno fatto firmare una ventina di fogli in bianco... E suo figlio? Aveva poco più di 1 anno. Quando alcuni miei parenti m’hanno portato via, era in cortile e urlava: «Papà!». Non l’ho più visto, non so nemmeno che faccia abbia. Non ha mai provato a cercarlo? Una volta sono andato lì ma lo hanno subito allontanato. E mi hanno minacciato.

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