PEDOFILIA DIOCESI SAVONA, DON REBAGLIATI AMMETTE "CE N'E' TROPPA"

Sorprendente presa di posizione lunedì mattina da parte di Don Carlo Rebagliati, l’ex economo della Diocesi di Savona ed ora parroco di Noli: “Non sono solo i miei problemi di salute ad avermi consigliato a rinunciare all’importante ruolo che avevo in Diocesi, ma ero giunto a provare disgusto verso una situazione confusa in cui intuivo l’esistenza di troppi casi di pedofilia”. Questo, dunque, l’amaro sfogo del sacerdote di grande esperienza che non esita a definire Francesco Zanardi, l’omosessuale savonese vittima di abusi perpetrati contro di lui adolescente da un sacerdote, don Girando, che sta per essere ridotto allo stato laicale, “una vittima peraltro oggi mal consigliata e, forse, etero-diretta”. Domenica scorsa Zanardi aveva teso un agguato, guarda un po’ alla presenza delle telecamere di Primocanale, al nuovo Vescovo della Diocesi Mons.

Lupi mentre questo era impegnato ad impartire le Cresime nel quartiere periferico di Lavagnola. Monsignor Lupi, visibilmente contrariato da questo inatteso fuori programma evidentemente organizzato non dal solo Zanardi sul sagrato di San Dalmazzo, la parrocchiale del rione savonese, aveva severamente apostrofato l’uomo: “Ma lei viene da me solamente con la scorta della televisione?” gli ha chiesto, dimostrandosi però disposto ad incontrarlo in privata sede al di fuori della portata del curioso “occhio catodico”.

La mattina successiva, invece, la sorprendente intervista concessa da Don Carlo alla stessa emittente genovese, molto seguita in Liguria. Il nuovo Vescovo di Savona si trova ora a gestire una situazione assai difficile, quella di una Chiesa diocesana che ai più sembra essere precipitata nel caos più completo. Se da una parte, infatti, il prestigio del “Corpo mistico di Cristo” presso i fedeli sembra essere messo in discussione dal comportamento illegittimo di un pugno di sacerdoti infedeli, dall’altro le accuse mosse da Zanardi chiamano in causa anche i predecessori di Mons. Lupi , nella fattispecie, Mons.

Lanfranconi e Mons. Calcagno, coinvolgendo la Diocesi fin dal suo vertice. Ci si chiede, nella Curia della città in riva al Le timbro, se dietro a Zanardi non ci sia lo zampino di qualche circolo massonico- laicista interessato a denigrare la Chiesa nel suo complesso. Proprio per evitare un crollo di autorevolezza dell’istituzione che rappresenta Mons. Lupi si augura che la magistratura faccia rapidamente il suo corso, almeno relativamente a quei fatti ancora perseguibili per legge.

Per molti altre ipotesi di reato è, infatti, già intervenuta la prescrizione. Francesco Zanardi, intanto, sembra ogni giorno che passa sempre più determinato ad andare sino in fondo: ciò che ha subito quando era poco più di un bambino lo ha talmente segnato, e non poteva essere altrimenti, da rendere disperata la sua voglia di giustizia anche se chi nell’ombra cerca di ricavare delle utilità sfruttandone la storia merita, secondo la Curia, lo stesso disprezzo riservato a quegli ecclesiastici autori degli asseriti abusi su minori.

 Pedofilia nella diocesi di Savona. L’ex economo ammette: “Ce n’è troppa” MAGGIO 19, 2010 –

 

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