Orfani per decreto: i guasti dell'affido condiviso

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di Roberta Lerici

C'è qualcosa di perverso nel metodo adottato in molti casi dai tribunali dei minori in presenza di separazioni conflittuali: si crede, infatti, contro ogni logica e contro il parere degli stessi consulenti nominati dai giudici, che staccando i figli dalle madri, questi si riavvicineranno ai padri, o più raramente, che staccandoli dai padri, questi si riavvicineranno alle madri. L'amore, insomma, secondo alcuni giudici, si potrebbe imporre per decreto.Tutti noi sappiamo che non è così, e che prima di strappare un bambino a una madre, bisognerebbe capire quale è stata la causa di rottura del rapporto padre-figlio (o madre-figlio). Ma ad alcuni giudici, questo non interessa affatto e, nonostante il parere degli esperti da loro stessi nominati, decidono di portare via a questi bambini tutto il loro mondo:l'affetto della madre, l'affetto dei parenti, e poi gli amici e addirittura la scuola. Una violenza inaudita per raggiungere un unico obbiettivo: far passare ai bambini alcuni anni da soli, con degli sconosciuti, per vedere se, un giorno, smetteranno di rifiutare uno dei due genitori.

In questo lasso di tempo, ci saranno varie persone che si avvicineranno al bambino cercando di convincerlo che il genitore rifiutato è buono, che non c'è motivo di avercela con lui, ecc,ecc.il risultato, nella maggior parte dei casi, però, è devastante: alcuni bambini cadono in depressione quasi subito e avranno una severa compromissione del loro sviluppo psicofisico, altri cercheranno di resistere opponendosi con tutte le loro forze ad incontrare il genitore che rifiutano, fino a sviluppare vere e proprie malattie.C'è chi svilupperà affezioni cutanee, chi avrà la febbre alta, chi avrà una regressione tale da dover ricominciare ad usare i pannolini anche a dieci anni, chi comincerà a balbettare, e così via.

Tutto questo nell'indifferenza generale.Perchè per molte delle istituzioni che accolgono questi bambini, l'unico dovere è quello di eseguire il provvedimento del giudice.Il resto non conta.

Ma chi ha deciso che questo modo di agire da parte dei tribunali dei minori sia corretto? Nessuno in particolare, ma la discrezionalità data al giudice dalla legge 54/2006 sull'affido condiviso, rende tutto questo orrore possibile.Il giudice può tranquillamente agire contro il parere dei suoi consulenti, può concedere e revocare la patria potestà a un genitore nello spazio di un mese, anche se nulla è mutato, può vietare le visite a un genitore idoneo e consentirle a un genitore violento, o che ha subito delle condanne per altri reati, perchè nella legge non sono previste preclusioni all'affido dei figli neppure nei casi di condanne per violenze in famiglia.

Oggi, insomma, è possibile distruggere la vita di un bambino, semplicemente interpretando la legge. Su questo aspetto dovrebbe intervenire il legislatore e anche urgentemente.

Non si può, infatti, con la scusa di voler dare per forza a un bambino due genitori, renderlo di fatto un orfano.

Autore R.Lerici-Dipartimento Infanzia IDV-Resp.Movimento Infanzia per il Lazio