CETARA, VIOLENZE SADISMO E INCESTO: I RACCONTI IN UN DIARIO DI HELLO KITTY

 

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APPESA CON GANCI DI FERRO E VIOLENTATA. LA BAMBINA VENIVA ANCHE FILMATA. ANCHE ALTRE BIMBE COINVOLTE

Cetara secondo la Procura la bambina veniva appesa e violentata. Cetara, costiera amalfitana . Appesa tra gli ortaggi ai ganci di ferro. Nuda, contro il muro di un garage, con le mani legate dal filo da pesca. Un piccolo movimento e si tagliava i polsi. Quello che succedeva alla ragazzina a questo punto, neanche i magistrati hanno avuto il coraggio di lasciarlo nero su bianco. Ma c’è il video da qualche parte, nascosto nella custodia del film ”La Sirenetta”, tra le migliaia di file sequestrati, anche di questo gioco, di inaudita e straziante violenza. Due anni di racconti, precisi, circostanziati, in cui la piccola si aiutava con disegni, appunti, colori per ricordare le cose più importanti, i momenti più dolorosi. Non si sa, non si saprà mai, chi per primo ha violato quel corpo innocente con un rapporto sessuale completo. Il padre o l’altro. Chi ha abusato prima di lei la bambina non lo ricorda, sa che è successo intorno ai sette anni. Aveva già partecipato ai rapporti sessuali tra suoi genitori, col fratello, col vicino, con la figlia piccola del vicino.

Poi le cose peggiorarono. Il vicino diventò «il suo vero padrone», bastava che facesse un colpo di tosse: era il segnale, lei doveva obbedire, andare in camera con lui. Sua madre sapeva e taceva, restava a chiacchierare con la moglie dell’uomo quando la portava lì nel pomeriggio, per prendere un caffè. Poi suo fratello cominciò a pretendere di sapere tutto quello che il vicino le faceva, il copione si ripeteva ogni volta con lui.

La bambina ha parlato di oggetti con cui il suo corpo veniva violato. Chiavi, mollette, una carota di plastica, la siringa dei dolci. E lei scriveva tutto su quel diario rosa di Hello Kitty, su cui generalmente le bimbe scrivono dei primi sguardi timidi con coetanei che chiamano fidanzati. In quelle pagine invece lei racconta di essere stata legata e picchiata col battipanni, di essere scappata quasi fino a Vietri, di quello ”schifoso” che la perseguita, di quel ”porco” che le toglie l’aria, di essere stata minacciata col fucile: «Io mi sentivo la sua schiava, proprio». All’inizio no, non era così, lei credeva che in tutte le famiglie si vivesse in qul modo, che fosse normale. Per lei il padre, il fratello e l’altro ”non sono persone”, la madre ”è pazza”, il fratello ”passa tutto il tempo davanti al computer”, l’altro la picchiava con la cintura. Le diceva: «Non devi disubbidire perchè io sono il tuo padrone in tutti i modi». Poi si esibiva davanti allo specchio: «Sai chi sono?» le chiedeva. Faceva tutto davanti alla sua figlioletta, più piccola di tre anni, stesso nome dell’altra bimba, la sua amica preferita, che lei ha tentato di proteggere. E c’era un terzo bambino, che ogni tanto il vicino portava nella stanza.

Sadismo, violenza, incesto. «Abusi cronici» sentenziò la perizia ginecologica, «racconti di fatti realmente vissuti» quella psichiatrica. Che la bimba fosse ansiosa, insicura, era il minimo, ma, lo sostengono gli inquirenti, era pur sempre una bambina e la sua capacità di ipotizzare un futuro migliore l’ha salvata. Si parla di due tentativi di suicidio, di insonnia e di incubi, di momenti di grande turbamento alla visita ginecologica, perchè associava la posizione sul lettino agli abusi subiti. Tutto è finito quando il vicino, dopo l’ennesima violenza, le ha detto che il giorno dopo l’avrebbe portata nella casa in cui aveva vissuto sua madre prima di morire. Voleva che portasse anche un’amica. Era il primo febbraio del 2008. Il giorno dopo la ragazzina, evidentemente per l’enorme stress che la richiesta le aveva procurato, svenne in classe. Da lì partì l’indagine a scuola, tra le insegnanti, poi con le assistenti sociali e il tribunale dei minori di Salerno. (Piera Carlomagno Il Mattino) .

LA PSICOLOGA, MAI VISTA TANTA CRUDELTA'

In venticinque anni di attività non le era mai capitato di assistere a «tanta cruenza e crudeltà». Luciana Iosca è la psichiatra che ha aiutato la ragazzina di Cetara sulla costa d' Amalfi a liberarsi del suo segreto. Parlando con lei dal febbraio 2008 fino a due settimane fa, quando la quattordicenne ha confessato che dietro le violenze subite c’erano anche suo padre e suo fratello. «Questo è un caso unico in Italia, fuori dal comune» dice sbigottita l’esperta nominata dal Tribunale dei Minori. Che, parlando della ragazzina, la descrive come una persona «lucida e distaccata nel raccontare» ciò che era stata costretta a subire per dodici anni. «E’ stato questo distacco - continua la psichiatra - ad averla aiutata a superare i momenti più difficili. Il mondo brutto in cui viveva appartiene inevitabilmente al suo vissuto».

Durante i sette anni di violenze subite, la ragazzina ha continuato a trascorrere una vita normale, per quanto possibile. Andava a scuola regolarmente e non aveva problemi di socializzazione, ma non ha mai lasciato trapelare nulla di quanto accadesse in famiglia. «Riusciva a tenere separati i due mondi - aggiunge la dottoressa Iosca - quello della scuola da quello orrendo che viveva tra le mura domestiche». Si è tenuta tutto dentro, la piccola Anna, fino a febbraio 2008, quando si è lasciata andare alle prime confessioni con la psichiatra. «E’ stato un percorso difficile - conclude la dottoressa Iosca - un giorno, la ragazzina era titubante perché non vedeva risultati pratici alle sue dichiarazioni. Occorreva una iniezione di fiducia. Non riusciva a parlare, così cominciò a scrivere». (Angela Cappetta Corriere del Mezzogiorno)

LA BAMBINA TRASFERITA, FORSE COINVOLTE ALTRE MINORENNI

E’ stata trasferita in una casa famiglia la 14enne vittima delle violenze del padre, del fratello e del vicino di casa. Si trova in una localitá nascosta e protetta, lontana da un ambiente familiare che è stato fatale per lei. Intanto, potrebbero essere coinvolte altre persone nella torbida storia che ha avuto come teatro Cetara e unica vittima una minorenne. • E, proprio su questo filone, stanno lavorando gli inquirenti per stabilire se i "giochi erotici" siano stati anche immessi su "canali" pedopornografici. • Un mercato, quest’ultimo, molto florido, che si alimenta proprio con queste storie, caratterizzate da disagio sociale e ignoranza. • Perciò gli inquirenti stanno esaminando tutto il copioso materiale (computer, dvd, hard disk, pen drive e videocassette) sequestrato nel corso del blitz di mercoledì mattina, in cui sono state effettuate ben diciotto perquisizioni. • Operazione scattata all’alba e portata a termine dai carabinieri del comando provinciale e del Ros di Salerno, diretti dal comandante Gregorio De Marco e dal colonnello Francesco Merone, che ha prodotto l’arresto di un uomo di 55 anni, uno di 21, e un altro di 53 anni.

 In pratica gli investigatori, coordinati dal procuratore capo, Franco Roberti, e dal sostituto Cristina Giusti, in queste ore sono alle prese con i file digitali acquisiti durante l’operazione. • File che potrebbero pure nascondere nuovi e orrendi scenari che, per il momento, non sono stati ancora smascherati. • Perché non è affatto escluso che nella triste situazione possano essere coinvolte pure altre minorenni. Un’ipotesi, quest’ultima, che non può essere ancora scartata, in quanto la stessa quattordicenne avrebbe ammesso come, ad alcuni degli incontri sessuali, avessero partecipato almeno altri due minorenni.

Insomma, nel caso in cui le ipotesi di queste ore si rilevassero esatte, il giro potrebbe addirittura allargarsi e vedere implicate ulteriori vittime. • Che, direttamente o indirettamente, partecipando agli incontri o, semplicemente, acquistando il materiale fotografico e video, siano stati parte attiva della sconcertante e orribile vicenda.

 Nata, a detta degli inquirenti, in un ambiente sociale che non potrebbe essere definito propriamente educativo, ma caratterizzato da lavoro precario e ignoranza, come sarebbe emerso dalle intercettazioni telefoniche che avrebbero pure evidenziato una sorta di rapporto piuttosto ambiguo tra la famiglia della bambina e il vicino di casa. • Da valutare, inoltre, è anche la posizione della madre della quattordicenne, casalinga di 45 anni, che è indagata per favoreggiamento. • Un quadro, dunque, che ha dei contorni torbidi e che lascia spazio a tanti interrogativi a cui gli inquirenti dovranno rispondere.

 Ma secondo le forze dell’ordine, che stanno effettuando i riscontri su delega della procura, ci sarebbero anche altre persone a conoscenza di questa storia così brutta. • Anche se il silenzio e l’omertá nel piccolo centro costiero avrebbero nascosto per molto tempo delle veritá inconfessabili. • E anche su questo filone investigativo nelle prossime ore potrebbero esserci delle novitá importanti, con qualche altro indagato per favoreggiamento che potrebbe finire nel mirino di una indagine che promette nuovi clamorosi sviluppi. ( Gaetano de Stefano, La Città 28 gennaio 2010)

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