ASILO PISTOIA: UNA MADRE SPORSE DENUNCIA 5 ANNI FA MA NON ACCADDE NULLA

 

  

UN PASSANTE OSSERVA LA SCRITTA "ASILO LAGER"

IL CRIMINOLOGO: TELECAMERE IN TUTTI I NIDI

DI Roberta Lerici

Oggi scopriamo che già cinque anni fa una madre che aveva iscritto sua figlia all'asilo Cip e Ciop aveva sporto denuncia, perchè sua figlia non ci voleva andare.Per farla mangiare la maestra le prendeva le mascelle con le mani e la obbligava con il cucchiaino ad ingoiare. Come mai quella denuncia non ebbe seguito?  Immagino  che nessuno ritenne valesse la pena di indagare.Succede,infatti, che su tante denunce che ogni giorno arrivano agli uffici giudiziari, solo una parte venga presa in considerazione.Ci vuole la persona giusta al momento giusto, quella che decide di aprire un'indagine su quel dato fatto denunciato.

 

Denunciare un abuso o un disservizio, non è sempre sinonimo di apertura di indagini da parte delle forze di polizia.La stessa cosa è accaduta in tanti altri casi di maltrattamenti e abusi nelle scuole.Eclatante è il caso dell'asilo Ada Negri di Roma in cui per ben due volte a distanza di tre anni furono denunciati i bidelli (un bidello diverso ogni volta).Poi. nonostante le perizie su diversi bambini e un referto del pronto soccorso di una bambina che di fronte a due medici e una psicologa aveva raccontato quanto aveva subito dal secondo bidello, il caso è stato archiviato entrambe le volte e i bidelli denunciati sono stati prosciolti.

Non si è creduto ai bambini, quella volta, come tante altre volte. Infatti,anche quando le denunce vengono prese in considerazione e si indaga, succede che poi finisce tutto nel nulla, perchè non si crede a ciò che raccontano i bambini.Come non citare il caso di Gravina di Puglia, dove le telecamere che la polizia aveva messo in un asilo sono state oscurate e manomesse dallo stesso bidello? I bambini avevano raccontato di essere stati filmati nudi diverse volte, indicando le due maestre e il bidello come autori dei filmati.Ma l'incidente probatorio, in cui i bambini avrebbero dovuto ripetere il racconto fatto alla polizia nell'immediatezza dei fatti, fu fatto a due anni di distanza, in un ambiente sconosciuto, e in un altro paese.Il viaggio, il tempo trascorso e tutto il resto, hanno fatto sì che i bambini non ripetessero esattamente gli stessi racconti così pieni di particolari, fatti la prima volta.Il caso è stato archiviato, anche se, ha scritto il giudice, "permangono forti dubbi sulla condotta degli indagati".

Per ultimo vorrei citare il processo di appello per abusi sessuali sui bambini dell'asilo san Giuseppe di Ponton (Verona), in corso in questi giorni. I racconti dei bambini sono agghiaccianti, gli imputati (assolti in primo grado) sono tre educatori, due donne e un uomo. Nell'udienza del 27 novembre scorso, è stato lo stesso sostituto procuratore a chiedere l'assoluzione degli imputati, perchè "il fatto non sussiste". I bambini di quell'asilo (3/4 anni) hanno raccontato tante cose, ma non sono stati creduti al punto che persino l'accusa ha deciso di abbandonarli.Ecco "i fatti che non sussistono": 

".... CCL le leccava la ("pipina"), si spogliava e faceva tirare ai bambini il pene ("pipino"), che insieme a lei c’erano AX e SC, che poi cercava di mettere loro il pipino in bocca dicendo che era la "banana" e sotto c’erano le "mele", che però sia lei che SC non gradivano (la MM serrava la bocca, SC diceva che non voleva perché le faceva venire i brufoli), che infine era stata minacciata di non dire nulla alla mamma, che la maestra SSA sapeva perché spiava dalla porta..." ":::In risposta alle sue domande MM le aveva riferito che all’asilo il maestro CCL "la spogliava. le toccava la pipina, il culetto e le ciccine", che lei aveva chiesto "ma quale maestro"? e la bambina le aveva riproposto il nome CCL (pag. 24); le disse che "c’era un altro uomo di cui non ricordava il nome" (pag. 24); che ai fatti partecipavano anche altri bambini; che la maestra per punizione mandava lei, SC e AX fuori della classe in cantina dove c’era un uomo con la maschera che le faceva leccare il pipino (pag. 26).(Dalla sentenza di I GRADO in cui i tre educatori sono stati assolti per non aver commesso il fatto)

Per questo ritengo che installare telecamere negli asili nido e nelle scuole materne, oltre a costituire un deterrente, eviterebbe lunghe e costose perizie sulla attendibilità dei bambini testimoni, scontri di periti, e processi lunghissimi.Inoltre, sarebbe un modo per tutelare gli insegnanti onesti, qualora venissero accusati ingiustamente anche solo di connivenza con chi maltratta o abusa i bambini a scuola.Oggi sono in molti ad avanzare una proposta che non deve scandalizzare, in quanto in altri paesi come l'America, è già una realtà. 

AUTORE R.LERICI-www.bambinicoraggiosi.com 7 dicembre 2009 

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ASILO PISTOIA: MADRE BIMBA, DENUNCIA GIA' 5 ANNI FA "Ci mandavo la mia bimba e l'ho tolta soprattutto perche' lei tornando a casa mi diceva che non voleva piu' andare all'asilo, perche' la maestra le dava da mangiare prendendole le mascelle con le mani e la obbligava con il cucchiaino ad ingoiare. Questo e' successo 5 anni fa; io ed altre mamme abbiamo sporto denuncia e non so perche' nessuno ha mosso un dito". Questa la dura testimonianza resa da una mamma di Pistoia che ha riferito alla giornalista di Videonews come gia' cinque anni fa sua figlia avesse subito violenze da parte della stessa maestra oggi indagata. (la repubblica 6 dicembre 2009)

ASILO PISTOIA: CRIMINOLOGO, TELECAMERE IN TUTTI I NIDI

Mettiamo una telecamera in ogni asilo nido. Lo stesso tipo di abuso, sono certo, di quelli che avvengono anche nelle case di riposo per anziani, nelle case per handicap". Cosi' la proposta avanzata dal criminologo Massimo Picozzi nel corso della trasmissione "Domenica cinque", sull'asilo lager di Pistoia. "Se io svolgo bene il mio lavoro, non mi interessa se c'e' una telecamera a riprendermi.

6 DICEMBRE 2009