TORINO, MAESTRA PICCHIA GLI ALUNNI: IN SCIOPERO UNA QUARTA ELEMENTARE

 

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L’ACCUSA DEI GENITORI – NEL MIRINO LA NUOVA INSEGNANTE DI ITALIANO:“Quella maestra picchia i bambini”.Strattoni, lividi e uno schiaffo - Per protesta da oggi a casa gli alunni della quarta. Il vicario: «Prima di arrivare a una sospensione o, peggio, al licenziamento, i fatti devono essere accertati».

Di Roberta Lerici

Ennesimo caso in cui una scuola dimostra di non conoscere i regolamenti e neppure le circolari esistenti a tutela degli alunni.Il dirigente vicario della scuola elementare Beata Vergine di Campagna, succursale della Sibilla Aleramo a Torino, dice, infatti, che prima di prendere provvedimenti bisogna "completare l'istruttoria".L'ufficio scolastico regionale dice che è la scuola a dover fare il primo passo, e così nessuno fa nulla.La realtà è che basta applicare la Circolare 72 del 19 dicembre 2006 , e disporre per l'insegnante la sospensione cautelare a stipendio intero.Questo provvedimento deve essere applicato dal dirigente scolastico, ma qualora ciò non avvenisse, è l'Ufficio Scolastico Regionale a dover assumere il provvedimento, perchè il Ministero ha demandato queste responsabilità proprio all'Ufficio Scolastico Regionale che deve intervenire subito.

 

IN ULTIMA ISTANZA, I GENITORI POSSONO RIVOLGERSI AL MINISTRO GELMINI, denunciando il fatto una Circolare attuativa, quindi una legge della scuola, non è stata applicata.

La Circolare 72 dice, infatti, che per evitare disagi agli alunni mentre sono ancora in corso indagini interne alla scuola, o indagini della magistratura, l'insegnante può essere sospeso in modo da garantire il sereno svolgimento delle lezioni.In questo caso la sospensione non ha valore sanzionatorio, e per questo lo stipendio resta integro.L'unico scopo è quello di svolgere accertamenti, senza scaricare tensioni su bambini e genitori. In ultimo, ritengo ridicolo, che la scuola non creda a ciò che dicono i bambini, in quanto non avrebbero alcun motivo per dire di essere stati picchiati se ciò non è vero.La maestra stessa ha ammesso di aver alzato le mani.E allora, quali "ulteriori accertamenti" servono?

“Quella maestra picchia i bambini”

MARIA TERESA MARTINENGO La Stampa TORINO,«Una maestra che alza le mani sui suoi piccoli alunni per mantenere la disciplina non è accettabile, non ha scusanti. Non importa se nell’aria c’è un generale auspicio di ritorno alla severità: la violenza fisica e verbale non può essere un metodo educativo né può portare risultati dal punto di vista didattico». Ne sono convinti i genitori di una classe quarta della scuola elementare statale Beata Vergine di Campagna, di via Cardinal Massaia, succursale della Sibilla Aleramo. Dall’inizio di questo anno scolastico sono precipitati in un incubo: sono bastati solo pochi giorni di lezioni per rendersi conto che la nuova maestra di italiano, subentrata in settembre all’insegnante di ruolo che i bambini avevano avuto in seconda e in terza e che aveva chiesto il trasferimento, non era in grado di condurre la classe. «Era un ottimo gruppo di bambini, negli anni passati», spiegano le famiglie. «Certo, con alcuni magari un po’ più agitati di altri, ma come è normale a quell’età e in ogni classe. Tant’è che con le maestre precedenti e con la maestra di matematica non hanno mai dato particolari problemi», dicono le mamme. Che hanno deciso di fare «lo sciopero del bambino» nel senso che oggi e lunedì non lasceranno a scuola i figli nelle ore di italiano. La supplente annuale nominata a fine estate – cinquantenne, al terzo anno di servizio – è stata un problema fin dall’inizio. Un problema che, col passare dei giorni, è diventato inquietante e capace di creare ansie nelle famiglie. «Una bambina è uscita da scuola con un livido su un braccio perché la maestra l’ha strattonata, un maschietto ha detto di essere stato sculacciato e un altro ancora di aver ricevuto uno schiaffo dall’insegnante. Venerdì scorso, poi, un alunno è finito al pronto soccorso perché è caduto e un compagno gli è passato e ripassato sopra. Lei non è stata in grado di impedirlo», spiegano i genitori che da settimane sono mobilitati affinché si individui una soluzione capace di far ritrovare la serenità. «Ci sono stati incontri, assemblee di classe. E in una riunioni straordinaria la maestra, presenti noi genitori e anche una collega, ha ammesso di aver alzato le mani perché non c’era altra soluzione per riportare la calma nell’aula. Noi abbiamo fatto il verbale di quella riunione», raccontano le mamme. Oggi pomeriggio, in vista di un incontro che la dirigente reggente Marcellina Longhi (da lunghi anni alla guida dell’elementare Dogliotti) ha concesso per lunedì, i genitori si ritroveranno a discutere nella vicina parrocchia Madonna di Campagna. Ieri, poi, davanti alla scuola, le mamme si sono ancora una volta interrogate sul perché la situazione non sia stata affrontata con più determinazione non appena denunciata. «Siamo anche andati in Provveditorato, ma ci è stato spiegato che prima di tutto è la scuola a doversi muovere. Purtroppo non siamo mai riusciti a sapere dalla dirigente quali provvedimenti volesse adottare, con la dirigente è stato praticamente impossibile comunicare. Ci siamo visti con il vicario, ma senza risultati concreti».

Ancora: «Non mandare a scuola i nostri figli non ci piace, siamo consapevoli del loro diritto all’istruzione. Ma siamo esasperati e lo sarebbe chiunque nella nostra situazione. La dirigente ha affiancato un’altra insegnante alla nostra, ma non ci pare una soluzione che possa durare nel tempo».

13/11/2009 –LA STAMPA Gli ispettori contattati: «Prima di arrivare ai provvedimenti accerteremo i fatti»

MARIA TERESA MARTINENGO TORINO Due scuole a cui pensare distribuite su numerose sedi e un impegno con il carcere minorile Ferrante Aporti per i corsi che vi si svolgono. Forse c’è anche tutto questo alla base del «ritardo» nell’incontrare direttamente le famiglie, l’accusa che i genitori rivolgono alla dirigente Marcellina Longhi, reggente della Sibilla Aleramo. Per la dottoressa Longhi, però, la scuola ha fatto ciò che doveva: «Sono state prese tutte le misure a tutela dei bambini – spiega – e anche dei docenti. Siamo nella fase istruttoria, stiamo raccogliendo tutti gli elementi utili per chiarire. Intanto, abbiamo contattato gli ispettori tecnici, le figure in grado di dare garanzie di imparzialità». All’Ufficio Scolastico Regionale sulla vicena «Beata Vergine di Campagna» c’è ormai un fascicolo. «Stiamo analizzando le cause del disagio, ma le sberle – aggiunge la dirigente – sono tutte da provare. Io ho fatto i passi dovuti. Ciò che non mi piace è che ormai sia di moda volere la testa di qualcuno, dire “mandiamo via l’insegnante”. Le famiglie vogliono tutto e subito. Ma i lavoratori vanno tutelati, così come vanno tutelati i bambini, aspetto che ho comunque sempre anteposto a tutto il resto. In ogni caso, ora la situazione è seguita, i bambini sono garantiti. Nel frattempo verifichiamo quanto è successo. Tra l’altro, mentre capitava tutto questo, io ho anche dovuto occuparmi di topi». I topi, altro motivo di sconcerto da parte dei genitori, erano comparsi dopo i lavori fatti nella mensa durante l’estate. Il vicario della dirigente, Lorenzo Varaldo (leader dell’associazione di insegnanti e genitori Manifesto dei 500), getta acqua sul fuoco a sua volta: «I lividi sulle braccia? Stiamo accertando cosa è successo: dopo gli esposti dei genitori la scuola si è attivata subito, ma c’è un iter da seguire, dei tempi da rispettare. Aspettiamo le osservazioni dell’insegnante. E l’insegnante finora ha ammesso di aver dato un buffetto sulla guancia». Un «buffetto» che, però, sarebbe stato ripetuto in più occasioni. «Prima di arrivare a una sospensione o, peggio, al licenziamento, i fatti devono essere accertati».