Bolzano, il maestro in lacrime davanti ai video che lo inchiodano ammette:«Sì, li toccavo»

In lacrime davanti ai video che lo inchiodano. «Ma non volevo abusare. Ora aiutatemi»
Davide Pasquali

Il gip Martin: «Esplorava con le mani le parti intime dei suoi alunni.
Continuamente» 
L’avvocato Nettis: «Lui stesso ha compreso che il suo modo di fare era eccessivo, ma non aveva intenti di abuso o carattere sessuale»
Il pm Marchesini: «Ha raccontato che in passato aveva già ricevuto dei richiami Era stato allontanato da una colonia estiva» BOLZANO. Crollato dopo pochi minuti di interrogatorio. È stato sufficiente mostrargli i video registrati a sua insaputa, sia in aula che in palestra, e M.C., il 37-enne maestro elementare bolzanino, ha ammesso, in lacrime, chiedendo spontaneamente l’aiuto di uno specialista, affinché gli venga spiegato il perché del suo comportamento. «Esplorava in continuazione i corpi dei bimbi, parti intime comprese», ha precisato il gip Martin, che nel primo pomeriggio di ieri ha disposto per gli arresti domiciliari.
Il docente bolzanino è stato ascoltato in carcere, nella prima mattinata di ieri, nel corso della cosiddetta udienza di garanzia, a seguito dell’arresto avvenuto nelle prime ore di giovedì.
Il colloquio è iniziato poco dopo le 8 e 30, e si è protratto ben oltre le due ore, alla presenza del legale del docente, l’avvocato Nicola Nettis, nonché del pubblico ministero Donatella Marchesini e del giudice per le indagini preliminari Isabella Martin.
Se nel corso del primo colloquio con il proprio difensore, nella giornata di venerdì, il maestro si era dichiarato estraneo ai fatti contestatigli, ieri è andata altrimenti.
 Su richiesta dello stesso avvocato Nettis, infatti, il Ris dei carabinieri ha mostrato agli astanti alcuni dei video girati a lezione tramite diverse micro-telecamere: sia nella palestra della scuola, sia nelle due aule di prima e seconda classe, all’interno dell’istituto del comprensorio Bolzano-Bassa Atesina dove il docente insegnava.
Come precisano - sia pur con accenti diversi - Nettis, Marchesini e Martin, dopo i primi minuti, durante i quali l’accusato palesava notevole sicurezza di sé, respingendo ripetutamente ogni accusa, trascorsi alcuni minuti di proiezione è crollato: pianto dirotto. Precisa il pm Marchesini: «Non avrebbe mai immaginato che qualcuno lo avrebbe colto in castagna, ma quando ha visto le immagini, è proprio crollato».
«È scoppiato in lacrime», ammette lo stesso legale. «E ha detto: “Non mi ero mai visto mentre facevo lezione; in effetti, solo ora mi rendo conto che i miei approcci con gli alunni erano sbagliati. Non ho mai avuto intenzione di compiere abusi o violenze sessuali, ma mi rendo conto che, visto dal di fuori, il mio atteggiamento può essere facilmente equivocato”». Nettis prosegue specificando che «il maestro ha ammesso: si trattava di atteggiamenti eccessivi. Lui abbracciava in continuazione i ragazzini, li accarezzava; poi, ogni tanto, una mano finiva magari sul sederino, ma senza intenzione di proseguire oltre».
Secondo il legale, l’indagato ha espresso il desiderio di non tornare mai più all’insegnamento. «Gli è crollato tutto addosso, perché la scuola era tutta la sua vita», ha concluso l’avvocato Nettis.
Ma il colloquio non è certo terminato così, perché lo stesso docente ha di seguito ammesso di aver già ricevuto in passato richiami da parte di un dirigente scolastico, sempre per via della metodologia di insegnamento adottata.
Di più: «Ha pure confessato - tiene a rimarcare il pm Marchesini - di essere stato allontanato in passato da una colonia estiva, dove lavorava come assistente, perché un bambino aveva riferito ai propri genitori delle particolari attenzioni ricevute da parte del maestro».
Venendo al quadro probatorio a carico dell’indagato, il gip Martin sostiene che «dopo il colloquio, questo si è ulteriormente rafforzato, per via dell’ammissione del maestro e del racconto sulle sue esperienze di insegnamento passate».
Comunque sia, sottolinea il gip Martin, per confermare gli arresti «erano sufficienti le intercettazioni ambientali, dalle quali si evincono due fatti: intanto non si tratta solo di atti fugaci, perché l’uomo metteva in continuazione le mani addosso agli alunni, ne sentiva proprio l’esigenza. Non solo li toccava, tutti, di continuo, ma si soffermava ad esplorarli con le mani, parti intime comprese».
Una durezza inusuale, quella del gip Martin, che rincara la dose: «Le intercettazioni ambientali hanno evidenziato che il docente assumeva comportamenti differenti, a seconda che si trovasse da solo assieme ai bambini, oppure se nell’aula o in palestra ci fosse anche qualche altro maestro». Quando gli è stato chiesto il perché dei suoi atteggiamenti morbosi, il docente non ha saputo spiegarseli, e ha domandato l’aiuto di uno specialista per capire il perché del suo comportamento. «Presumo - prosegue Martin - si riferisse ad un aiuto di tipo psicologico, o al limite psichiatrico. Durante le perquisizioni in casa abbiamo trovato innumerevoli pubblicazioni pedagogiche, dove si trattano le metodologie didattiche. Lui stesso ha precisato: “Durante i corsi mi hanno spiegato l’importanza del distacco fra docente e alunni. Perché l’ho fatto? Non so”».
Vista la confessione e le prove raccolte, il gip ha disposto che il maestro vada agli arresti domiciliari, a casa sua, dove vive con i genitori. «Attendiamo poi l’esito della perizia sui pc sequestrati».

(L'Adige 03 febbraio 2008)