Bersani:"No all'antiberlusconismo sciocco".E qual'è l'antiberlusconismo intelligente?

 


 

Di R.Lerici

Bersani dice questo: «O unisci sul tema della democrazia o ti limiti ad enunciarne le storture. Solo che questa seconda via, imboccata dal leader dell'Italia dei Valori, non ti porta da nessuna parte». E allora «se il mio partito costruisce un'alternativa credibile al governo, tanti torneranno con noi, e non soffriremo più il fenomeno Di Pietro». E allora, direi che Bersani cade nello stesso errore che attribuisce a Di iETRO.Infatti dicendo che l'antiberlusconismo sciocco non porta da nessuna parte, non indica quale sarebbe un antiberlusconismo intelligente che darebbe dei buoni risultati.Cosa si dovrebbe fare nel concreto? Allearsi con l'UDC, come sostiene una parte del PD?

Parlare male solo di alcuni aspetti del governo Berlusconi, tralasciandone altri? Per esempio tollerare i condannati in parlamento e le "simpatiche ed eleganti feste" del premier, ma fare una dura opposizione alle leggi razziste e alle insufficienti misure contro la crisi ? Dire sì al nucleare, ma con dei sostanziali cambiamenti? Dire no al nucleare?Dire sì o no agli inceneritori? Liberare l'informazione, o lasciarla così com'è lottando per avere più poltrone? E cosa significa "unire sul tema della democrazia"? La democrazia è un'insieme di libertà regolate da doveri imprescindibili.E quali sarebbero oggi i doveri imprescindibili? L'essere onesti? No.Fare il bene del paese? No. Avere una stampa libera? No. E allora, mi domando: su quali temi il PD di Bersani vorrebbe eliminare il "problema Di Pietro" e su quali idee, temi e fatti concreti vorrebbe riconquistare il suo elettorato perduto che, oggi, si divide fra chi non va più a votare e chi ha cambiato partito? Di seguito, l'intervista completa rilasciata al settimanale cattolico "I TEMPI", distintosi soprattutto per le battaglie a favore di alcuni idagati per pedofilia ritenuti innocenti dal giornale, anche se tuttora sotto processo.

«NO ALL'ANTIBERLUSCONISMO DI DI PIETRO». L'EX PM: «NOSTRA POLITICA DISTURBA I MANOVRATORI» Bersani: «Il Pd deve recuperare le radici cattoliche e socialiste» Il candidato alla segreteria: «Alleanze con Udc o Sinistra e Libertà? Non pretendiamo di fare da soli» Recuperare le «radici più profonde, cattoliche popolari e socialiste». Abbandonare la retorica del «nuovismo» e dell'«antipolitica». E finirla con l'«antiberlusconismo sciocco». Sono le linee guida che Pierluigi Bersani traccia per il suo Partito democratico. L'ex ministro, in un'intervista rilasciata al settimanale Tempi, spiega il suo progetto politico qualora dovesse vincere le primarie. A partire dalle alleanze. Per Bersani, il Pd ha bisogno di aprirsi «in uno scenario plurale che si declina nel bipolarismo e non nel bipartitismo». E Di Pietro? «Il Pd non soffrirà più se riuscirà a costruire un'alternativa credibile al governo». ALTERNATIVA FELICE - A Bossi che ha espresso una preferenza per lui tra i candidati al congresso di ottobre, Bersani risponde «con una battuta: si vede che gli piacciono i tipi tosti. Bossi si diverte alle nostre spalle e qualcuno ci casca - aggiunge - Sono solo battute estive, dette a Ferragosto, senza alcuna importanza». Quanto al partito che ha in mente, l'ex ministro dice: «Io credo in un grande partito popolare che si rivolga ai ceti produttivi (le imprese, i lavoratori), ai giovani, alle fasce più deboli. Credo in un partito organizzato e che abbia un'identità chiara e definita, non matematica». Bollando come «superficiali» le critiche di chi lo accusa di essere «il vecchio», Bersani propone «di emanciparci dalla storia dei nostri ultimi trent'anni e di andare a recuperare quelle che sono le nostre radici più profonde: quelle cattoliche popolari e quelle socialiste. Radici che ci insegnano che se parti dagli ultimi, dai più deboli e sfortunati, sarai capace di costruire una società migliore per tutti». Alla domanda se veda all'orizzonte l'apertura a forze come Udc e Sinistra e libertà, il candidato alla segreteria del Pd risponde: «Avere una vocazione maggioritaria non significa fare da sé, ma cercare delle alternative. Non in seno a un antiberlusconismo sciocco, ma cercando di adempiere a quello che è lo scopo primario di un'opposizione e cioè fornire un'alternativa felice».

RIFORME E ALLEANZE - «Noi pensiamo - aggiunge - che oggi l'Italia abbia bisogno di riforme elettorali, istituzionali e di regolamenti. E di una nuova ricetta anticrisi. Con chi condivide queste preoccupazioni, noi ci siederemo a un tavolo e discuteremo con pazienza». Infine, il rapporto con l'Italia dei Valori. «O unisci sul tema della democrazia o ti limiti ad enunciarne le storture - sostiene Bersani - Solo che questa seconda via, imboccata dal leader dell'Italia dei Valori, non ti porta da nessuna parte». E allora «se il mio partito - conclude - costruisce un'alternativa credibile al governo, tanti torneranno con noi, e non soffriremo più il fenomeno Di Pietro». Puntuale la replica del leader dell'Italia dei Valori. «Prendiamo atto che per l'aspirante segretario del Pd, Pierluigi Bersani, l'Italia dei Valori è un partito da distruggere e comunque da avversare. Evidentemente - sottolinea Di Pietro - la nostra politica di netta contrapposizione al governo Berlusconi disturba i manovratori del Pd».

corriere della sera 18 agosto 2009