L'AQUILA: UNA C.A.S.A DA SOGNO

 

 Appartamenti da 36 a 72 metri quadrati (ma saranno possibili anche più grandi) per coloro che, in autunno, non potranno ancora tornare a casa propria.40 mila euro: costo medio per abitante (senza iva).

36 metri quadrati: taglio minimo di un appartamento nuovo.
72 metri quadrati: casa standard (può essere più grande).

NOTE DI R.LERICI

Coloro che hanno costruito una baracca provvisoria in seguito all'ordinanza del sindaco de L'AQUILA di quache tempo fa, non potranno partecipare all'assegnazione di una delle 4000 abitazioni che saranno pronte, pare, dalla fine di novembre in poi. L´architetto del Collettivo 99:  «Quelle case popolari, completamente decontestualizzate, prive di connessioni con la città e che stanno costando parecchi soldi saranno le case degli aquilani per i prossimi 20 anni e diventeranno ghetti di periferia. «Gli alloggi sono tra i peggiori anche dal punto di vista architettonico, nessuno ha neanche pensato per un momento ai pannelli solari, ad un piano energetico.In più la piattaforma antisismica su cui poggiano le case di Bazzano è un modello sperimentale di un ingegnere della Protezione Civile, Gian Michele Calvi, (presidente della fondazione Eucentre, Dipartimento della Protezione Civile) è suo il brevetto, quello fatto con una piastra sismicamente isolata sorretta da dissuasori antisismici. La realizzazione è eccessivamente costosa, le case costano 2700 euro al mq. Scelta folle sia dal punto di vista economico che ambientale».

80 milioni è lo stanziamento per quest'anno. Facendo il contro con i 10 mila euro di tetto massimo per risarcimenti e riparazioni delle case di tipo A cioè con lievi danni, ci vorrebbero 120 milioni solo per la ristrutturazione di queste. Non ce la faranno a fare i lavori nelle case di tipo B, C e D entro settembre.

L'elenco dei quartieri e delle frazioni dell'Aquila dove sorgeranno i nuovi moduli abitativi

 (i tecnici della Protezione civile hanno preso possesso delle aree il 14 maggio): Sant'Antonio, Cese di Preturo, Pagliare di Sassa, San Giacomo, Tempera 1, Bazzano, Sant'Elia1 e Sant'Elia 2, Paganica Sud, Roio Piano, Coppito Nord, Sassa - Zona polivalente Nsi, Paganica Nord, Monticchio Pianola, Collebrincioni, Assergi, Paganica Sud 2, Camarda, Arischia.( Da Panorama.it -Fonte: Protezione civile, Eucentre -Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica).

Aquila, la ricostruzione, baite e casette di legno

DI ALESSIA GROSSI (L'ANTEFATTO )

L´Aquila. A quattro mesi dal terremoto del 6 aprile, quando arrivi in città dall´autostrada, prima ancora di vedere le case distrutte, il centro storico crollato, le strade appena rifatte per il G8 di luglio, è un altro il particolare che ti fa capire che in città qualcosa di grave è successo: decine di cartelli pubblicitari di diversa grandezza e fattura disseminati lungo la strada esibiscono immagini di case di legno, da favola. Grandi, piccole, su misura, colorate, (quella gialla e rossa sai se la porti a Roma quanti soldi fai). Così dopo decine di affissioni pubblicitarie e decine di casette di legno , non può esserti sfuggito che dopo il 6 aprile è questo il nuovo mercato immobiliare aquilano, «il futuro in costruzione» - come grida dal balcone di una "baita" espositiva l´enorme striscione della ditta che l´ha edificata, e il «futuro ha basi solide» - spiega il sottotitolo che dà sulla porta d´ingresso. Eccole dunque «le nostre case di legno. Antisismiche, sicure, solide». Si spera. Già, si spera, visto che chi ha preferito attingere da questo mercato al posto di dormire e sostare nelle tendopoli prima fredde e umide e ora bollenti, dislocate per L´Aquila  ha attinto esclusivamente dal proprio portafogli, e ora non potrà partecipare, per ordinanza, alle graduatorie a punti per l´assegnazione delle case vere e proprie, salvo abbattere queste di legno.

Per una casetta tipo «rimessa per gli attrezzi da giardino si va dai 300, 400 euro a mq senza impianti - spiega Marco Albertani, responsabile commerciale di "Wood Albertani Spa", una delle aziende che fa fabbricati in legno dal `94 a L´Aquila e che insieme al "Gruppo Edimo" si è aggiudicata l´appalto delle abitazioni del Piano Case per le aree di Bazzano e Paganica.

Ma queste non si possono definire case - continua - alcuni dei nostri clienti le prendono da noi e le rivendono, le potete vedere esposte lungo la strada, sono garage da giardino, non case. Quelle che costruiamo noi - spiega Albertani - vanno dai 900 ai 1200 euro al mq, sono come quelle di Bazzano, coibentate con 20 centimetri, anche più dei 12 che basterebbero per una zona fredda come L´Aquila, sono case "eterne". Noi abbiamo partecipato solo a questo appalto, per gli altri i requisiti minimi erano troppo bassi, pensate che un appalto se l´è aggiudicato anche il "Mercatone Uno".

Ma al peggio non c´è mai fine. Chi non vorrà abbattere la propria rimessa/baita provvisoria e volesse renderla definitiva può farlo in barba a qualunque normativa. «Per queste case non è stata necessaria nessuna relazione sismica, neanche il calcolo da depositare al genio civile - spiega l´architetto oltre che sostenibile sia dal punto di vista energetico che economico. Senza nessuna relazione chi ci dice che queste case sono antisismiche - continua Perrotti. Devono essere lasciate dopo 36 mesi secondo l´ordinanza comunale che ne permette la costruzione ma  una volta diventate definitive verranno davvero adattate alla nuova normativa sismica entrata in vigore dal 1 luglio?».

Dunque chi ha pagato la casa e non vuole abbatterla può restare in abitazioni che potrebbero non essere sicure, o ancora - spiega Perrotti - «lasciarle dove sono state costruite in deroga ai piani urbanistici come prevede la prima ordinanza. Pensate che tre di queste case sono state edificate su un terreno a rischio idrogeologico molto elevato (R4), lungo il fiume Aterno, si vedono scendendo dalla statale, subito dopo il bivio per Pianola».

E ancora non è finita. Se il nuovo mercato non è mai decollato veramente - dice Marco Albertani, «perché sono in molti quelli che si fanno fare il preventivo ma poi desistono anche per il prezzo delle abitazioni più strutturate», «ci sarà un´inversione di tendenza in autunno» prevede l´architetto Perrotti. «Ad oggi sono già un migliaio le persone che si sono attrezzate da sé con le case di legno, ma una volta che verranno sgomberate le tendopoli e che anche le persone con case classificate B, C, e D, (edifici temporaneamente inagibili, n.d.r) si troveranno per strada, il numero delle baite salirà.

I soldi stanziati per la ricostruzione, 80 milioni quest´anno e 120 l´anno prossimo - racconta Perrotti - non bastano. Facendo il contro con i 10 mila euro di tetto massimo per risarcimenti e riparazioni delle case di tipo A cioè con lievi danni, ci vorrebbero 120 milioni solo per la ristrutturazione di queste. Non ce la faranno a fare i lavori nelle case di tipo B, C e D entro settembre, così andate via dalle tendopoli anche queste persone si troveranno senza casa e saranno costrette a fare da sé e a costruirsi le casette di legno, oppure si affitteranno delle case come quelle 1500 sfitte della piana delle Rocche con conseguente speculazione sugli affitti, non calmierati da alcuna ordinanza».

Dal canto suo il Collettivo 99 sta facendo sentire la propria voce. Dalle conferenze organizzate le assemblee serali nelle tendopoli per mettere dell´avviso le persone di ciò che sta per succedere, alla stesura delle linee guida per una ricostruzione consapevole e lungimirante presentate in accese sedute del consiglio comunale e regionale pochi giorni fa. «È necessario ripensare la città nel suo complesso addirittura insieme ai paesi limitrofi - spiega Claudio Perrotti - con un nuovo piano multidisciplinare e collettivo che punti sul risparmio energetico e su una mobilità pulita e che sia in grado di disegnare il futuro della città».

Tutto il contrario di quello che sta succedendo con il Piano Case. È ancora l´architetto del Collettivo 99 a spiegare cosa sarà di quelle case provvisorie ma eterne che il Governo sta costruendo per gli aquilani e che - sempre nelle promesse di Berlusconi-Bertolaso - fra 5 anni (tanto il tempo previsto per la ricostruzione de L´Aquila) diventeranno campus per studenti universitari. «Quelle case popolari, completamente decontestualizzate, prive di connessioni con la città e che stanno costando parecchi soldi saranno le case degli aquilani per i prossimi 20 anni e diventeranno ghetti di periferia. «Gli alloggi sono tra i peggiori anche dal punto di vista architettonico, nessuno ha neanche pensato per un momento ai pannelli solari, ad un piano energetico. In più la piattaforma antisismica su cui poggiano le case di Bazzano è un modello sperimentale di un ingegnere della Protezione Civile, Gian Michele Calvi, (presidente della fondazione Eucentre, Dipartimento della Protezione Civile) è suo il brevetto, quello fatto con una piastra sismicamente isolata sorretta da dissuasori antisismici.

La realizzazione è eccessivamente costosa, le case costano 2700 euro al mq. Scelta folle sia dal punto di vista economico che ambientale». Ma niente paura se le cose ancora non si capiscono. «L´Aquila - dice Perrotti - è una situazione in continua evoluzione, ma si prevede un autunno bollente, quando verranno a galla tutti questi problemi. Noi ci stiamo già attivando con gli altri comitati per una grande manifestazione di protesta davanti a Montecitorio per una protesta seria insieme ai comuni dell´aquilano che poi sono quelli che più sono stati discriminati. Per loro è stata utilizzata una strategia diversa, solo case in legno, anche se tutto sommato non si sa a chi, tra gli aquilani e gli abitanti dei paesi vicini sia andata peggio».

l'antefatto 11 agosto 2009