L'Aquila, ancora scosse:Pronto un Piano B per il G8, nessun "piano" per la popolazione?

 


L'Aquila, la terra trema ancora Cresce la preoccupazione per il G8

Pronto un Piano B "Ma il vertice si farà"

 

BERTOLASO "La sede dei lavori è a prova di terremoto -  - non c'è alcun pericolo". "Non ci sono vittime né danni, anche perché quello che doveva crollare è già crollato il 6 aprile.

 di Roberta Lerici

Mi fa piacere che per i "grandi della terra" esistano piani di evacuazione e che la sede del GB sia a prova di terremoto, certo però, fa un certo effetto sentire tutto questo, quando migliaia di sfollati sono ancora nelle tende, e  chi è rientrato nelle case vive nel terrore ad ogni scossa. Fa impressione sentire che esiste un posto a L'Aquila, sicuro al mille per mille, e che i "grandi" verranno portati via in elicottero, nel caso di una scossa più forte del previsto. Fa impressione sentire che nulla è stato pensato per la popolazione, nè prima nè ora. Non dico questo per un fatto politico, ma esclusivamente umano. Io, al loro posto, non sarei umanamente riuscita a comportarmi così.

Pronto un Piano B "Ma il vertice si farà"

di CLAUDIO TITO

ROMA - Nessuno intende attivarli. Tutti sono sicuri che il G8 si terrà regolarmente a L'Aquila nei modi e nei tempi previsti. Però, due "piani di riserva" sono già pronti. Le ultime scosse di terremoto, infatti, una variante al programma l'hanno apportata. Sulle scrivanie della Protezione civile e della Presidenza del consiglio adesso sono ricomparsi due progetti: uno totalmente "alternativo" al summit abruzzese e l'altro di "evacuazione".

Due schemi che fino a ieri erano rimasti nel cassetto. Silvio Berlusconi e i ministri direttamente interessati all'organizzazione del vertice "mondiale" li avevano predisposti da tempo ma solo come clausola di salvaguardia. Adesso sono stati rispolverati. Perché lo sciame sismico ha messo in allarme Palazzo Chigi. Ma anche le delegazioni straniere. Molte delle quali, dopo la scossa di ieri, hanno contattato gli uffici di Guido Bertolaso proprio per capire se e quali conseguenze ci fossero sul programma del G8. Rassicurazioni che gli uffici italiani hanno immediatamente fornito a tutti mettendo a disposizione anche la possibilità di un altro sopralluogo a Coppito e un'altra verifica sulla tenuta antisismica del caserma della Guardia di Finanza che ospiterà i "big". "La sede dei lavori è a prova di terremoto - ha chiarito il sottosegretario alla protezione civile - non c'è alcun pericolo".

I contatti tra le ambasciate e la Protezione Civile, però, sono il segno che gli "ospiti" in arrivo in Italia seguono con attenzione l'evolversi della situazione in Abruzzo. Non tutti i timori sono dissipati. E del resto, anche Silvio Berlusconi è "preoccupato". La notizia dell'ennesimo terremoto ha fatto irruzione nel consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi. La seduta era iniziata da una ventina di minuti. All'ordine del giorno un'altra tragedia: il terribile incidente ferroviario di Viareggio. Per un momento la riunione si è interrotta. Il Cavaliere ha letto un foglio e subito dopo ha informato i ministri. Ha ripetutamente scosso la testa e poi ha scandito ad alta voce il breve dispaccio. Qualcuno gli ha chiesto informazioni sui danni provocati. "Non ci sono vittime né danni - ha tranquillizzato - . Anche perché quello che doveva crollare è già crollato il 6 aprile. Questa volta è stato solo di un grado inferiore rispetto a quello di tre mesi fa". Nessun riferimento esplicito al summit che inizierà mercoledì prossimo. Semmai il timore che gli aquilani a questo punto ritardino i tempi per il ritorno alla normalità in città. "Il 60% delle abitazioni - ha spiegato - sono agibili ma nessuno rientrerà a casa fino a quando ci saranno questi terremoti". Compromettendo così la scaletta temporale che, per il premier, prevede in autunno lo smantellamento delle tendopoli.

Ma se con i ministri non si è sbilanciato sullo svolgimento del G8, Berlusconi ne ha parlato a fondo con Bertolaso. Colloqui che si sono ripetuti nell'arco della giornata. A Palazzo Chigi, del resto, erano consapevoli delle preoccupazioni emerse nelle delegazioni straniere. Proprio per questo sono stati recuperati e definiti i "due B".

Quello "alternativo", studiato da tempo secondo le procedure standard seguite per tutte le occasioni di questo tipo, prevede il "trasferimento" complessivo del vertice in un'altra sede. Una scelta che verrebbe adottata come extrema ratio, solo nel caso in cui le scosse da qui a martedì avessero un andamento crescente e tali da impedire lo svolgimento ordinato dei lavori nell'edificio di Coppito. Un piano che di fatto trasformerebbe Roma nella sede del G8. La Farnesina sarebbe il palazzo in grado ospitare i lavori del vertice. Nella capitale, poi, ci sono tutte le ambasciate in grado di accogliere i leader e gli alberghi sufficienti per ricevere delegazioni e giornalisti.

Il piano di "evacuazione", invece, riguarda l'eventuale necessità di abbandonare L'Aquila a summit già iniziato. Se, insomma, un terremoto dovesse verificarsi proprio mentre i "grandi" della Terra sono già riuniti a Coppito. Alcuni degli elicotteri già pronti per trasferire le delegazioni dagli aeroporti di Roma in Abruzzo, saranno tenuti pronti all'interno della caserma della Guardia di Finanza proprio per effettuare una "fuga rapida". Una soluzione su cui ha insistito in modo particolare lo staff del presidente americano, Barack Obama. La Casa Bianca ha chiesto che l'eventuale evacuazione venga realizzata in due fasi: la prima con gli elicotteri per mettere in salvo i capi di Stato e di Governo. L'altra, con i mezzi di auto-trasporto, per trasferire a Roma i membri delle delegazioni (si tratta di 26 persone per ognuno dei 39 paesi presenti al summit).

Per il governo, ovviamente, si tratta di soluzioni che con ogni probabilità non verranno adottate. Berlusconi è sicuro che il G8 si svolgerà senza sorprese e senza problemi. "Bertolaso mi ha garantito che tutto è a posto". Ma in caso di necessità sono pronti i "piani B".

(4 luglio 2009)