Pedofilia, Pavia: Don Abbiati andrà in carcere, ma lui grida al complotto

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 di Roberta Lerici

Il complotto viene evocato in tutti i casi di pedofilia che riguardano i sacerdoti e non solo. Negli ultimi 2 anni, infatti, sarebbe stato ordito un complotto contro i seguenti sacerdoti: Don Gelmini, don Giulio Carli, don Marco Baresi, don Ruggero Conti e i sacerdoti dell'Istituto Provolo, solo per citarne alcuni. Ma cosa spingerebbe tante persone a decidere, un giorno della propria vita, di lanciare false accuse contro uno o più sacerdoti, con la speranza di vederlo finire in galera? "L'invidia", dicono tutti i sacerdoti, unita a volte ad "interessi economici".Non ritenendo crdibile in nessuno dei casi nominati la tesi del complotto, aggiungo che, anche fra la pedofilia laica "il complotto" vanta diversi estimatori.Ma perchè, a mio avviso, non è sostenibile la tesi del complotto? Perchè se fosse possibile montare casi inesistenti, vorrebbe dire che tutti gli inquirenti che hanno svolto indagini su questi casi, sarebbero degli incompetenti e, anche, per un calcolo delle probabilità, ritengo questo impossibile.Inoltre non basta inventare, ma bisogna anche fornire dettagli, riscontri, descrivere luoghi, fatti. In ultimo, l'invidia, non mi sembra un movente  sufficiente per ordire complotti costosi soprattutto in termini di tempo ed energie.Oggi ho trovato ben 5 articoli che, a difesa di due sacerdoti, sostenevano la tesi del complotto, ma non ho trovato alcuno che parlasse delle vittime.Sarebbero 10, 3 confermate dalla Cassazione, 7 ancora presunte, in quanto il processo è in corso. Possibile che a nessun giornalista interessi il loro stato di salute?

Condannato a 4 anni e 8 mesi. "E' un complotto"

Don Abbiati andrà in carcere

PAVIA. Il telefono suona con insistenza nella villetta di via Libertà, a Marcignago, dopo una notte senza sonno. Qui don Giuseppe Abbiati, l’ex parroco di Borgarello già condannato per violenza sessuale su minori, alle dieci dell’altra sera ha ricevuto la notizia: la Cassazione ha confermato quella sentenza. Lo aspetta il carcere.

«Sono vittima di un complotto», dice il don, 68 anni, nella casa di Marcignago dove abita con la sorella, Rachele, e con la madre anziana e malata. «Andrò in galera da innocente - si sfoga - ma voglio restare tranquillo». Don Giuseppe Abbiati ieri notte non ha dormito. E’ stato al telefono con il suo avvocato, Riccardo Ricotti di Pavia, tutta la sera, sperando che la notizia che temeva di più non arrivasse.
Ma i giudici della Cassazione, a cinque anni di distanza dalla denuncia di tre ragazzini e dalle loro accuse (in questo periodo il religioso ha continuato a svolgere il suo ministero, pur non ricoprendo incarichi parrocchiali), hanno chiuso l’iter giudiziario con la conferma della sentenza di appello, di 4 anni e 8 mesi di reclusione. In primo grado l’ex parroco di Borgarello, e ancora prima di Mirabello, era stato condannato a sei anni.
La decisione della Cassazione significa il carcere. Per il reato di violenza sessuale, infatti, la legge non prevede il condono. «Sono qui, possono venirmi a prendere - sono le parole che don Giuseppe Abbiati, molto provato, ieri ha continuato a ripetere -. Non so neanche come sia stato possibile arrivare fino a questo punto. E di certo il silenzio su questa vicenda, forse tenuto solo con l’obiettivo di proteggermi, in realtà mi ha solo danneggiato. Ma oggi, per come sono andate le cose, voglio che si sappia che sono innocente. Che quel giorno, all’oratorio di Borgarello, c’e rano tante persone e giovani che avrebbero potuto testimoniare che non mi sono mai allontanato da lì». Il don stavolta parla senza avvocato. Ripercorre, senza dirlo in maniera esplicita, l’episodio che contiene il cuore delle accuse. Quando, prima prima del suo arresto, avvenuto nel dicembre del 2004, all’oratorio si festeggiava Halloween. Era il 30 ottobre, e c’erano tanti giovani, come non se n’erano mai visti. Uno di loro, minorenne, racconterà agli inquirenti che quel pomeriggio il don si allontanò con lui, per ottenere prestazioni sessuali a due passi da una fabbrica di autoclavi per ospedali, ad Albuzzano. Il caso era già scoppiato, però, con i sospetti e le denunce della madre di uno dei ragazzini. Che ad agosto dello stesso anno aveva ascoltato un dialogo tra i due figli, di 13 e 15 anni. Parlavano del don che doveva andarli a prendere per portarli da qualche parte. Lei aveva chiesto spiegazioni, e i tre si erano messi a ridere. Insospettita anche dalla disponibilità di piccole somme di denaro da parte dei figli, aveva cominciato ad indagare.  

Ed era venuta a conoscenza di presunti incontri tra i ragazzini e il parroco. Incontri che, secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbero avvenuti in aperta campagna, tra Filighera e Albuzzano. Era l’avvio dell’inchiesta e dei processi, basati quasi esclusivamente sulle dichiarazioni dei ragazzini. Don Giuseppe Abbiati li ha risarciti. Una scelta che il suo avvocato ha sempre difeso, perché non dettata da un’assunzione di colpa, ma utile solo a impedire la costituzione di parte civile. L’ex parroco ora aspetta l’esecuzione del provvedimento di carcerazione. Un’attesa che si consuma mentre, nella villetta di Marcignago, arrivano tante manifestazioni di solidarietà.
(la provincia pavese 26 giugno 2009)
 

Commenti

complotti

Può sembrare incomprensibile, ovvio...ma di complotti contro chicchessia se ne organizzano quotidianamente, a vari livelli (scuola, lavoro, palestra, ufficio, ecc).
Cosa possa spingere queste persone...chi lo può sapere! Al giorno d'oggi, ogni cosa ha un suo giusto prezzo...si comprano bambini, vuole che non si compri una testimonianza? Mai escludere qualcosa a priori.
Per quanto riguarda gli "inquirenti": magistrati ed investigatori vari, purtroppo, capita che restino imprigionati nelle maglie fitte di tali complotti, orditi a volte a perfezione, soprattutto quando le indagini si fanno con animo "trasportato" dagli eventi per cui si indaga e non in base agli effettivi riscontri...umanamente comprensibile. E' molto difficile effettuare indagini in queste circostanze...quando cioè si hanno solo alcune testimonianze e nessuna possibilità di riscontrarle. Non si può parlare di incompetenza, ma solo di una sorta di "superficialità" nel garantire i diritti dell'indagato, presumibilmente macchiatosi di reati tanto infamanti. E ciò capita anche troppo spesso, purtroppo.
Mi viene difficile comprendere coloro che si lamentano del perchè, in casi come quelli da lei indicati, non ci siano parole di sostegno verso le vittime. Ognuno difende la propria tesi e se si parte dal presupposto/convinzione di innocenza, si esclude automaticamente l'esistenza dell'azione delittuosa, quindi non c'è altra "vittima" al di fuori dell'indagato.
L'unica verità è che nessuno conosce gli atti e/o i fatti. A chi darebbe lei sostegno?
Io, oggi, nei casi da lei segnalati, non conoscendo gli atti processuali, mi sento di dover dare sostegno al giudice che si trova a dover giudicare in base a tali presupposti e, in seconda battuta, probabilmente al presunto innocente (ripeto: nei casi da lei indicati).
Ovviamente, se oltre alle testimonianze, ci fossero oggettivi riscontri (intercettazioni, foto, filmati ecc.), ma non mi sembrano presenti in alcuni dei casi citati, sembra inutile parlarne: massimo della pena senza alcuna possibilità di usufruire di attenuanti e sconti vari.
Con le conoscenze specifiche e le tecnologie di oggi, volendo e ribadisco il volendo, sarebbe possibile effettuare delle attività investigative quasi perfette, ma spesso ciò non avviene e soprattutto quando il reato che si persegue ha un nome tanto odioso: pedofilia.
Ci si fa trascinare dagli eventi, dalla fretta di fermare il mostro ed evitare che prosegua nella commissione dei suoi odiosi atti. La fretta è sempre una cattiva consigliera. Finchè non c'è "la prova", almeno in Italia, bisogna considerare quella persona (aimè) innocente. Ma il reato è "grave"...bisogna far presto...due o tre indizi...è colpevole! Il mostro viene sbattuto in prigione...in prima pagina, immediato processo mediatico...marchiato a fuoco, a vita, senza alcuna possibilità di difendersi.
Ecco, allora, perchè qualcuno grida al complotto.
Bisogna sempre sperare che ciò non accada a noi o a qualcuno che conosciamo bene, in tal caso, forse, poremmo cambiare il nostro punto di vista, almeno sui complotti.
Mi domando: ma la "libertà di informazione" prevede anche libertà di processare e coprire le persone di fango senza alcuna possibilità di contraddittorio? Io credo di no!

I complotti

Risposta all'anonimo dei complotti

Nella fattispecie di abuso sessuale, nella stragrande maggioranza dei casi le vittime sono anche gli unici testimoni e molti abusanti stanno attenti a non lasciare tracce. Se non valesse nulla la testimonianza della vittima, sarebbe inutile istruire la maggior parte dei processi, e questo penso che lei lo sappia benissimo.Chiudo dicendo che se tutti gli abusanti del mondo conservassero gelosamente prove dei loro reati nei computer di casa, lasciando impronte sul luogo del delitto, e la vittima a terra sanguinante,  il problema della pedofilia sarebbe stato rispolto da tempo, invece che essere in continuo aumento. Io non processo nessuno, ma se per i sostenitori degli accusati di abusi sessuali le vittime non esistono, in quanto non è stato commesso alcun reato, allora il processo è già stato fatto e l'imputato è già stato assolto. E allora a cosa servono i giudici a cui, come dice lei, "bisogna stare vicino"? Per essere davvero neutrali, i media dovrebbero dare spazio sia alle vittime presunte, che ai presunti colpevoli, finchè il giudice non emetta un verdetto. Ho pubblicato questo suo commento, ma non apro una discussione sul tema, in quanto ho idee troppo diverse dalle sue e non potremo mai trovare punti di incontro.

Quindi la discussione nasce e muore qui. Oltretutto provo un certo fastidio per gli anonimi che ripetono ossessivamente gli stessi concetti, forse per paura di esporsi nel sostenere tesi tanto impopolari. Bisognerebbe avere il coraggio di mostrarsi, dal momento che si sta scrivendo a una persona che ha un nome e un cognome.

incomprensioni...

Ho letto e riletto ancora il mio post e non comprendo come mai abbia risposto in questo modo tanto polemico.
Probabilmente ho commesso l'errore di dilungarmi troppo, fornendo spunti per incomprensioni.
Nel ribadire che io stimo coloro che, come lei in particolare, si impegnano in tali contesti, aggiungo, visto che mi sembra a tal punto necessario, che condivido assolutamente quanto ha scritto sinora, ad eccezione solo della tesi dei complotti, MA IN LINEA ASSOLUTAMENTE GENERALE, e ciò in base a mie esperienze dirette!
Nel caso specifico avevo provato anche a fornire il mio pensiero sul perchè non credo "all'assoluta impossibilità che avvengano". Ed è, e rimane, IL MIO PENSIERO.
Se ad indagare su un tema tanto delicato vi fosse un nucleo di persone tra cui investigatori, psicologi ecc, coordinati da magistrati con una preparazione specifica, SEGUENDO DELLE ORMAI NOTE TECNICHE E METODOLOGIE purtroppo non obbligatorie, secondo lei, non sarebbe meglio? Si renderebbe o no più difficile la possibilità che qualcuno possa gridare al complotto?
In questa forma, è più comprensibile il mio pensiero?
Questo è quanto.
Evidentemente, sono stato frainteso.
Alle volte sarebbe necessario essere un po' meno "prevenuti" e non alzare subito barricate, soprattutto se si usa un blog, che nasce appunto per poter discutere su ogni tipo di argomento.
Non alzi immediate barricate.
Forse l'ho indotta ad intendere diversamente quanto scritto solo perchè non l'avevo firmato! Un pensiero, anche se anonimo, resta un pensiero. Stia pur tranquilla che, qualora dovessi contestare qualcuno con dati di fatto, leggerebbe a chiare lettere il mio cognome, ma qua non mi sembrava necessario.

Mi permetta, infine, di aggiungere un commento alla "persona" che ha estrapolato alcune parole da me scritte e, decontestualizzandole, ha "vomitato" sentenze inutili ed assolutamente fuori luogo: ci tengo a precisare che quei pensieri vergognosi possono nascere solo da una mente perversa e contorta e sono assolutamente SOLO SUOI. Veda di non adoperare queste tecniche da "aspirante avvocatucolo" (o da controinformatore), ne fa una pessima figura. Una vittima che si compra una testimonianza... ma cosa ha letto? L'oggetto del post era "complotti" ed è difficile che chi li organizza sia la vittima. E, nel caso ciò potesse comunque accadere, NON ERA CIO' CHE HO SCRITTO E CHE INTENDEVO IO.
Lei si tenga stretti i SUOI di beniamini che le assicuro non sono i miei.

Non sono un'aspirante avvocatucolo...

... :-)....sono semplicemente un genitore di una bambina che ha subito degli abusi.
Non è tanto con lei che mi voglio chiarire, magari con chi non ha compreso cosa volevo dire. Non sono un'avvocatucolo, ma comprendo l'italiano e quanto lei ha scritto, guarda caso io con altri siamo stati accusati fin da subito di aver ordito chissà quale complotto contro un'indagato insospettabile.
Guarda caso hanno gridato al complotto perchè non si erano effettuate a detta di loro le classiche intercettazioni ambientali. Guarda caso hanno gridato al complotto sostenendo che i genitori si erano messi d'accordo, non solo, pure gli inquirenti a loro dire si erano messi d'accordo.
Guarda caso hanno parlato (proprio su questo blog) di "ragazzine sessualizzate", ma forse parlavano delle loro figlie, non delle nostre bambine. Guarda caso sono arrivati a sostenere che sono stati i genitori a "mettere in bocca" alle bambine le cose da raccontare...ecc...ecc...
Ce n'è abbastanza per rabbividire su queste tesi del complotto, ma c'è dell'altro, che vi risparmio. Finito il processo si saprà, forse ne salteranno fuori delle altre, ma è a porte chiuse ed è in corso!
A questo punto caro signore, se mi permetto di "vomitare" certe cose credo di averne il pieno diritto, non ho la mente bacata, anzi mi permetto di pensare di avercela di molto più sana di tutti quelli che fino ad ora hanno urlato al complotto contro il loro beniamino insospettabile. Ce l'ho sicuramente più sana di chi si è permesso di dire e fare di tutto, senza alcun rispetto di chi non poteva andare in piazza.
Avrò forse la pelle sottile, provi a mettersi nei mie panni!
E si rilegga la sua lettera !

Si comprano i bambini vuole che non si compri una testimonianza?

Chissà perchè,ma questo commento anonimo non mi è nuovo, l'ho già sentito dalle mie parti, dove ho un processo in corso.
Sulle famose intercettazioni ambientali sono mesi che battono il ferro, ma non lo piegano.
NON è sempre possibile fare specifiche intercettazioni ambientali, anche perchè una volta che un genitore lo sa non accetterebbe mai di sacrificare la figlia minore, molto minore, da usare come esca per filmare l'accusato, nè sarebbe legale farlo. Nè riesci a truccare una poliziotta da minorenne, molto minorenne. Eppure ancora oggi, hanno il coraggio di insistere.
Vedo però una loro teoria "new entry", quella che le vittime si "comprano" le testimonianze.
NON SONO NEANCHE DEGNI DI RISPOSTA se non quella di ritorcergliela contro...forse è proprio la loro bacata fantasia che fa pensare loro anche di comprare e/o corrompere testimonianze a favore del loro beniamino.
Se poi rendono stra-visibili le loro iniziative avvisando la stampa per tempo, il loro gioco è fatto. Altro che particolari simpatie per l'accusato di pedofilia!
Ma ancora non si vergognano?