MINORI. ABUSI, L'ESPERTO: "NORME ATTUALI NON PROTEGGONO BAMBINI"
CASTELBIANCO: "LA DELIBERA DELL'UCPI CONFERMA CIÒ".
(DIRE - notiziario Minori) Roma, 24 mar. - Dopo la delibera della
giunta dell'Unione delle camere penali italiane, dell'11 marzo
scorso, sui minori vittime di reato e sulle loro testimonianze in
procedimenti penali, accolte "sacrificando integralmente il
diritto di difesa degli indagati e degli imputati", pubblichiamo
il parere di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta
dell'eta' evolutiva e responsabile dell'Istituto di Ortofonologia
di Roma.
"In riferimento alla delibera UCPI che ha suscitato numerose
prese di posizione vi sono alcuni aspetti che credo dovrebbero
essere presi in considerazione.
Riguardo le statistiche di false accuse da parte di minori (di
cui sarebbe importante conoscere fonti e contenuti scientifici)
credo vi siano state accomunate, e pertanto considerate nel
numero complessivo, le accuse del coniuge che, in ambito di
separazione, all'interno di numerose denunce include anche quella
di possibili molestie o abusi sui figli ai fini di una propria
strategia giudiziaria, attuata non allo scopo di protezione dei
valori dei bambini ma solo dei propri valori in senso economico.
Infatti, in questi casi vi e' la registrazione della denuncia ma
anche il superamento della stessa, grazie all'accordo economico
fra i coniugi.
Riguardo alla capacita' di manipolare la verita' da parte dei
bambini, su pressione di adulti, parenti, etc, e' importante
determinare il marcato limite esistente a questa pratica, cioe'
non si e' in grado, anche con insistenti pressioni, di far
comparire nel bambino i segni di abuso che, come effetto del
trauma subito, vengono iscritti sul corpo, sul comportamento e
sulla conoscenza (come le modalita' abusanti) in quanto cio'
riconoscerebbe a bambini di 3/4/5 anni e oltre, caratteristiche
di coscienza, crescita e personalita' che non sono certo presenti
a questa eta' (statistiche sulla oggettivazione della presenza
dei segni di abuso sono state effettuate e hanno il massimo del
riscontro).
Riguardo il comportamento sociale ed emotivo da parte degli
adulti, di riluttanza nell'accettare l'esistenza di un reato
cosi' infamante, e' un atteggiamento che merita attenzione, in
quanto e' un comportamento che costituisce la prima difesa
emotiva dell'uomo civile, che reputa fondatamente di far parte di
una societa' basata sul diritto.
L'ipotesi che quanto denunciato sia frutto di una fantasia e
non una realta' diventa spesso cosi' una speranza da voler
rincorrere, suffragare e supportare fino all'estremo limite.
Questo timore viene confermato nella delibera UCPI rispetto alla
possibile inattendibilita' dei minori, e anche per quanto emerge
dal passaggio in cui viene dichiarata l'incompetenza di strutture
e operatori quali ASL, psicologi, e medici, fino ad includere
anche gli inquirenti. Questa posizione, peraltro, ci spaventa
molto in quanto e' una indicazione forte sul fatto che le attuali
norme e strutture non sono efficaci nel proteggere i minori".
MINORI. ABUSI, 'MOVIMENTO INFANZIA': PERPLESSI DA CAMERE PENALI: DALLA PARTE DELLE VITTIME, SPECIE SE BAMBINI".
(DIRE - notiziario Minori) Roma, 24 mar. - Dopo la delibera della
giunta dell'Unione delle camere penali italiane, dell'11 marzo
scorso, sui minori vittime di reato e sulle loro testimonianze in
procedimenti penali, accolte "sacrificando integralmente il
diritto di difesa degli indagati e degli imputati", pubblichiamo
la presa di posizione dell'associazione 'Movimento per
l'infanzia'.
"La recente dichiarazione resa nota dall'UCPI in merito a fatti
recenti di cronaca e pronunce della Corte di Cassazione in tema
di violenza sessuale a danno di bambini ha generato delle forti
perplessita' che qui si intendono rendere pubbliche.
Premesso che si esprime pieno accordo sulla necessita' di
competenza e preparazione degli operatori che a vario titolo,
nella crisi giudiziaria, si occupano della tutela del bambino e
che ugualmente si conviene con la necessita' di videoregistrare
fin dalle prime rivelazioni i bambini, si dissente invece
profondamente su altre posizioni espresse e in particolare:
1. la dichiarazione che nei processi per violenza a danno dei
bambini come e' noto (anche da indagini statistiche),
intervengono con una certa frequenza episodi di false accuse da
parte dei minori non e' accettabile.
Se esistono serie e numerose ricerche a carattere scientifico
portate a termine in Italia e all'estero da noti ricercatori
universitari che dimostrano come la violenza sessuale a danno dei bambini sia un fenomeno largamente sommerso tale che il rapporto fra le denunce effettive e i casi di violenza presunta e' di 1 a 100 , lo stesso non
puo' dirsi per i casi di false denunce (falsi positivi).
Lascia perplessi infatti sia l'affermazione come la frequenza
di episodi di false accuse sia nota, perche' tale assunto non e'
condiviso da molti ricercatori e professionisti del settore e
lascia perplessi l'indicazione generica di indagini statistiche
delle quali non si forniscono gli estremi.
La questione delle false denunce o falsi positivi e' molto
piu' complessa e articolata di quanto appaia dalle perentorie
dichiarazioni della giunta dell'UCPI e il Movimento per
l'Infanzia auspica un orientamento delle Unione delle Camere
Penali Italiane piu' equilibrato in grado di alimentare un
dibattito serio e sereno con l'espressione di posizioni,
equidistanti fra le istanze adultocentriche o negazioniste (che
notoriamente tendono ad enfatizzare ed alimentare l'idea di una
grave incidenza di falsi positivi) e le posizioni delle
associazioni, dei professionisti e degli operatori che invece
tendono a tutelare la posizione del bambino nella crisi
processuale e ad enfatizzare l'incidenza della violenza sommersa.
Entrambe le posizioni, se non estremizzate, hanno diritto di
cittadinanza e un dibattito serrato ma sereno deve potersi
sviluppare in una societa' democratica e civile, stupisce pero'
che organismi quali UCPI, che potrebbero svolgere una preziosa
funzione di mediazione e di equilibrio, esprimano opinioni gia'
pesantemente orientate.
2. La dichiarazione che le false accuse da parte dei minori
sono originarie od etero indotte- si manifestano tramite
condizionamenti o manipolazioni sulle dichiarazioni dei bambini;
condizionamenti spesso involontari, ma sempre estremamente gravi, da parte di familiari, o psicologi inesperti o addirittura da
parte degli inquirenti. non puo' essere accettata.
Le manipolazioni e i condizionamenti sui bambini se sono
volontari e intenzionali costituiscono gravissimi reati che vanno
perseguiti e severamente puniti, chi scrive queste dichiarazioni
in seno alla Giunta dell'UCPI dovrebbe essere tenuto a fornire
qualche dato che dimostri che esiste un fenomeno cosi'
deprecabile, in assenza di argomentazioni e informazioni fondate
su dati di fatto (ad esempio sentenze di condanna per calunnia)
tale dichiarazione e' insostenibile.
I condizionamenti involontari da parte di familiari o psicologi
inesperti o addirittura da parte degli inquirenti rappresentano
una categoria del tutto sconosciuta alla comune esperienza se
riferita alla capacita' di questi condizionamenti, involontari,
di generare delle false accuse.
Non e' dato immaginare infatti, alla luce di tutte le ricerche
scientifiche fino ad oggi svolte e della comune esperienza, come
sia possibile involontariamente riuscire a stravolgere
l'equilibrio psicologico di un bambino fino a fargli raccontare
traumatici episodi di violenza sessuale, materia, tra l'altro, di
cui i bambini non hanno ne' la maturita', ne' il linguaggio, ne'
le categorie cognitive per riferire in maniera credibile.
Tali posizioni sono tipiche dell'orientamento negazionista e
adultocentrico radicale.
3. La dichiarazione che i processi si svolgano sacrificando
integralmente il diritto di difesa degli indagati e degli
imputati e' incomprensibile e inaccettabile.
Dichiarare che c'e' un sacrificio integrale del diritto alla
difesa degli adulti accusati di violenza sessuale a danno di
minore nei processi che si svolgono e' un'affermazione che lascia
sbigottiti.
In questi tipi di processi il diritto alla difesa e le garanzie per gli imputati, adulti, sono giustamente e pienamente assicurate, mentre sono i bambini, che allo stesso tempo sono persona offesa, unici testimoni della violenza subita e oggetto materiale del reato, ad essere in una situazione di grave
svantaggio processuale in quanto quasi sempre i riscontri oggettivi sono difficilissimi da trovare, mentre i bambini si trovano a poter contare soltanto sulle loro scarse capacita' testimoniali.
Tale sbilanciamento a favore dell'adulto e' noto e incontestabile, rimane un mistero la ragione in forza della quale la giunta dell'UPCI abbia sostenuto il sacrificio integrale del diritto alla difesa degli indagati.
Con questo comunicato il Movimento per l'Infanzia:
chiede se le dichiarazioni rese pubbliche siano effettivamente
rappresentative delle posizioni dell'UCPI.
Invita l'UCPI a favorire un dibattito su questi temi cosi'
delicati in grado di comprendere posizioni maggiormente
articolate.
Ricorda che la professione forense deve poter rappresentare,
specie in questi tipi di processi, con eguale passione sia le
esigenze, legittime e ideali, della difesa dell'imputato, sia le
posizioni e le esigenze, altrettanto legittime ed ideali, delle
ragioni delle vittime e delle parti civili, specialmente se
questi sono bambini.
Auspica un serio e proficuo confronto sui temi trattati
MINORI. ABUSI, "IL DIRITTO DI MENTIRE, GARANTISMO UNIDIREZIONALE"
(DIRE - notiziario Minori) Roma, 24 mar. - Dopo la delibera della
giunta dell'Unione delle Camere penali italiane, dell'11 marzo
scorso, sui minori vittime di reato e sulle loro testimonianze in
procedimenti penali, accolte "sacrificando integralmente il
diritto di difesa degli indagati e degli imputati", ospitiamo il
parere di Maria Rosa Dominici, Progetto Psicantropos, New York
Academy of Sciences.
"Quanto assurda,pregiudizievole e priva di garantismo equo fra
vittima e vittimizzatore e' l'asserzione che i minori sono
colpevoli di saper mentire, specie nei casi di presunto abuso
sessuale.
Nel nostro Diritto, il piu' bieco stupratore pedofilo ha diritto di mentire in quanto fa parte della sua lecita difesa,un bambino gia' perturbato per quello che comunque giuridicamente gli sta capitando,se mente anche sull'onda di un comprensibile disorientamento diventa "il minore vittimizzatore dell'adulto...
IL PICCOLO FEROCE MOSTRO ROVINA FAMIGLIE PIENO DI FANTASIE
SESSUALI TALMENTE PERVERSE DA TURBARE L'ADULTO E LA GIUSTIZIA".
Chissa dove mai le ha ascoltate, viste, imparate?
Ci si e' mai chiesti perche' se poi questo stesso minore,una
volta adulto riapre il processo e con armi derivategli dal suo
stato di adulto,puo' giungere finalmente all'incriminazione del
reo?
Da anni in conferenze ed articoli parlavo del rischio che
anche in Italia arrivasse in modo strisciante ed imitativo cio'
che negli STATI UNITI gia' aveva preso piede ,dietro la presunta
liceita' culturale del DIRITTO ALL'AGIRE SENZA REMORE LA
SESSUALITA
INTERGENERAZIONALE, ossia ipocritamente permesso per i pedofili di
avere rapporti con minori apparentemente consenzienti, d'altronde la
vittima di cui dignita' e reattivita' sono fiaccate, non puo' che
essere supinamente consenziente per sperare di avere salva la vita,e la
casistica in cio' si spreca.
Bene questo segnale d'allarme ,non preconcetto ci avvisava come vere lobby di avvocati e specialisti si stessero potenziando
nella difesa del presunto reo anticipando il NEGAZIONISMO
riguardo la pedofilia e LA DENIGRAZIONE DEI MINORI ABUSATI.
E' vero che ci sono casi di falso abuso, e l'esperto se tale
e', se ne rende conto con scienza e coscienza anche perche' ,in
questo manca il movente del danneggiare un innocente,
sconosciuto. I bambini come gli adulti possono e sanno mentire,
ma mentre per l'adulto vi e' una esperienza di vita ,il diritto
di difesa, il garantismo e la legge che lo assolve in presenza
del ragionevole dubbio che ormai e' divenuto strumento privilegiato di difesa nei reati piu' efferati,tutto cio' non e' alla portata della capacita' di utilizzo di tale raffinato meccanismo da parte di un minore che in molti casi sta gia' vivendo il trauma psicosomatico di una violenza subita o
assistita.
Stabilito che in casi cosi dolorosi ci debba essere una
attenzione deontologica ed etica rispetto a tutte le operazione
che i vari organi laici e giuridici devono compiere col minore
vittima-testimone, in modo che non venga ulteriormente
danneggiato, vittimizzato o addirittura vanificato tutto
l'operato con le conseguenze che spesso vengono utilizzate a
boomerang nella stampa del sensazzionalismo,dove non si capisce
l'utilita' del garante,della privacy e delle varie CARTE DI NOTO,
DI TREVISO ecc.
Parliamo dell'insieme di elementi che comprovano la veridicita'
del racconto di abuso:
DISEGNO: ha una lunga tradizione di utilizzo clinico e
peritale come elemento proiettivo,in esso il bambino trasferisce
pensieri, sentimenti, comportamenti e relazioni interpersonali in
immagini concrete che se messe in correlazione con altri elementi
forniti, ci dimostrano come sia piu difficile,complesso e
faticoso mentire, ricordando e ricostruendo sempre la menzogna.
Se utilizziamo il concetto psicosomatico,dato il manifestarsi
frequente di disturbi in corrispondenza di abusi,si ha che la
MEDICINA PSICOSOMATICA dimostra che i conflitti psichici ed i
disturbi funzionali dell'organismo sono strettamente legati in
presenza dei cosi detti disturbi postraumatici, e spesso emergono
apparenti verbalizzazioni o segni grafici che assumono il
significato del simbolo che spesso e' strettamente correlato e
consequenziale a cio' che e' narrato e denunciato. Se si
considera il termine SIMBOLO,dal greco UMBALEIN=GETTARE INSIEME, la derivazione dal latino cristiano ci dice che significa prima di tutto SEGNO,
IMPRONTA DI RICONOSCIMENTO,la psicoanalisi utilizza il termine per
contrassegnare la relazione che unisce nel comportamento o nel
linguaggio un contenuto apparente con il suo contenuto latente, REALE
MA NASCOSTO,percio' irriducibile ad ogni motivazione cosciente.
L'EMOTIVITA', perche' anche questa viene percepita come
risposta comportamentale a sfavore della veridicita' delle
narrazioni del minore abusato? Di fatto l'emotivita',designa la
proprieta' fondamentale che ha l'individuo di reagire,psichico e
somatico, ad eccitazioni fisiche o a modificazioni della sua
situazione organica o psichica, quindi l'emotivita' e' uno degli
aspetti fondamentali dell'affettivita',per cui la reazione
emotiva si esprime in 4 modi principali di reazione,
IL PIACERE,LA TRISTEZZA, LA COLLERA E LA PAURA,tutto facilmente rilevabile nelle piccole vittime.
L'uso di strumenti adeguati presuppone sempre la capacita' di
costruire un rapporto con i bambini,ad esempio lo strumento
dell'I.C.(intervista cognitiva).
È una procedura sviluppata negli USA per aiutare ufficiali di
polizia o altri professionisti per ottenere resoconti piu'
completi ed accurati da un testimone.E' una tecnica basata su
principi psicologici riguardanti il ricordo ed il recupero di
informazioni dalla memoria (Ed Geiselman e Ron Fisher 1984).
Questo tipo di intervista si basa su 2 principi teorici: 1) ci
sono numerosi metodi per recuperare dalla memoria un evento, per
cui informazioni non accessibili con una tecnica possono esserlo
con un'altra; 2) ci sono molteplici parti che che compongono una
traccia di memoria ed un suggerimento per il recupero e'
effettivo purche' ci sia una sovrapposizione tra esso e
l'informazione codificata.
Le tecniche che possono essere utilizzate sono 4:
1) ricostruire mentalmente il contesto fisico e personale
esistito al momento del fatto,per riuscire cosi ad aumentare
l'accessibilita' dell'informazione conservata nella memoria,
l'intervistatore puo' chiedere di recuperare una immagine o
un'impressione circa le caratteristiche ambientali della scena
originale,per esempio la disposizione degli oggetti nella
stanza,per poi commentare le reazioni emozionali e le sensazioni
avute in quel momento(odori, rumori, paura, fastidio, ecc.) che
fossero presenti nel contesto in cui si e' svolto il fatto.
2) Chiedere al testimone di riportare tutto cio' che ricorda,
incluse le informazioni parziali,che potranno essere utili per
riuscire a collegare i vari dettagli dello stesso fatto forniti
da altri testimoni o dallo stesso soggetto in momenti diversi.
3) Chiedere all'intervistato di ricordare partendo da punti di
vista diversi,cosi si cerca di incoraggiare il testimone a
guardare il fatto come se fosse stato un altro soggetto,lo scopo
e' quello di aumentare la quantita' di dettagli del racconto.
4) Dire al soggetto di ricordare partendo da diversi momenti nel
tempo e non dall'inizio che e' cio' che di solito si richiede,
infatti l'intervista cognitiva permette un tentativo di recupero
dell'episodio dalla memoria profondo e completo,incoraggiando i
testimoni a ricordare in ordine diverso,iniziando ad esempio
dalla fine o dalla meta' o dall'episodio piu' memorabile".
LA SEGUENTE DICHIARAZIONE NON E' COLLEGATA ALLA DELIBERA UCPI, MA LA RIPORTO COME INERENTE AL TEMA
MINORI. CISMAI: BENE ATTENZIONE SU ABUSI, MA SERVONO INTERVENTI
(DIRE - notiziario Minori) Roma, 24 mar. - "In queste ultime
settimane, i media hanno scelto di dare molto risalto ad alcuni
episodi di violenza e abuso sessuale su bambine e bambini, in
particolare ai casi verificatisi in Campania ed in Lombardia". E'
quanto fa sapere in una nota il coordinamento italiano dei
Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia
(Cismai).
"E' importante tenere alta l'attenzione su questo fenomeno, ma
anche ribadire alcuni aspetti essenziali. L'abuso sessuale su
bambini e adolescenti e' un fenomeno massiccio, ma ancora molto
sommerso. I casi che emergono sono, pertanto, una parte minima
rispetto alla reale entita' del fenomeno". Inoltre, continua la
nota dell'associazione, "l'abuso perpetrato da estranei e' una
piccola parte di quello agito all'interno delle mura domestiche,
molto piu' difficilmente comunicabile dalle piccole vittime
legate e confuse dai vincoli familiari con gli autori".
Il Cismai ritiene che "finito il clamore e le emozioni legati
all'orrore per contrastare questo fenomeno sia importante che gli
interventi di tutela dei bambini e di contrasto alla violenza
possano svilupparsi con efficacia e continuita' e che non bastino
le sole norme repressive adottate dal Governo in questi giorni".
L'aiuto "ai bambini vittime nasce dall'ascolto attento degli
adulti che li circondano, in famiglia, a scuola, nella comunita'
territoriale".
"Il contrasto alla violenza- continua la nota del Cismai- si
regge sulla rete di servizi vicini, accoglienti, competenti,
continuativi, in grado di ascoltare, proteggere, curare e
sostenere la piccola vittima ed i familiari protettivi. E sono
questi servizi che devono essere incrementati e sostenuti per
curare e per prevenire l'abuso sessuale e la violenza".
25 MARZO 2009
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