Bambini Coraggiosi - Il blog di Roberta Lerici

TANTE MAESTRE SBAGLIANO LAVORO MA NESSUNO LE FERMA

 
 Daniele Novara, pedagogista
Articolo tratto da Vita.it
In pochi giorni le cronache hanno riportato notizia di maltrattamenti in asili nido, scuole dell'infanzia, centri per persone con disabilità. Per il pedagogista Daniele Novara il problema centrale è il «reclutamento, assolutamente inconsistente». Chi svolge un ruolo educativo deve saper fare i conti con la propria emotività e gestire un gruppo: «questo però nessuno lo verifica, nemmeno nel concorso in arrivo»
«Pisa, maestra arrestata: violenze sui bimbi dell'asilo nido»; «Pavullo, bimbi maltrattati all'asilo»; «Roma, violenze e umiliazioni su minori disabili. Arrestati dieci dipendenti di un istituto». Sono solo tre titoli di articoli online, tre fatti distinti accaduti negli ultimi giorni. Su change.org, per reazione, si moltiplicano le petizioni per chiedere l'installazione di telecamere attive H24h nelle strutture che accolgono minori e disabili. Ma qual è davvero il problema? Lo abbiamo chiesto a Daniele Novara, pedagogista, fondatore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, "regista" di innumerevoli "scuole genitori".
Leggiamo spesso di maestre di asilo nido e scuola dell'infanzia, ma anche di educatori di centri per persone con disabilità, che maltrattano le persone loro affidate. Qual è il problema?

VIOLENZE ALL'ASILO, CASSAZIONE: SI' ALLE TELECAMERE , SCUOLE LUOGHI PUBBLICI

 3 febbraio 2016
(red.) La cronaca bresciana e in particolare quella della Valcamonica del 2012 raccontava di violenze sui bambini avvenute alla scuola materna di Capo di Ponte per opera di una maestra, poi arrestata. La donna è stata imputata nel processo di primo grado con la condanna a un anno, salvo poi ricorrere in appello dove la pena le è stata ridotta a quattro mesi. Il motivo? Secondo i primi giudici si configurava il reato di maltrattamento, ma per quelli di secondo grado si trattava di abusi nei metodi di correzione. In pratica, non violenze volontarie, ma soluzioni per educare gli studenti.
 
La maestra attualmente è costretta all’obbligo di dimora a Ceto, mentre nelle ore precedenti a mercoledì 3 febbraio è arrivata una notizia che cambierà l’entità della pena.
Dopo la riduzione in appello, infatti, la procura generale di Brescia aveva impugnato la sentenza alla Corte di Cassazione chiedendo di annullarla e di ristabilire la pena nuovamente in secondo grado. La richiesta è stata accolta e quindi la Corte d’Appello dovrà pronunciarsi sul periodo di detenzione della donna. Palazzo Cavour aveva ricevuto anche il ricorso della stessa docente contro l’uso delle telecamere, senza autorizzazione, piazzate dai carabinieri nell’asilo dopo che erano giunte alcune segnalazioni dai genitori. Ma l’istanza è stata rigettata: la scuola, infatti, può essere considerata come un luogo aperto al pubblico.
 

Pisa, violenze all'asilo: genitori chiedono installazione telecamere

 Le violenze all'asilo, i genitori chiedono l'installazione obbligatoria di telecamere

 

04-02-2016 / CRONACA / LA REDAZIONE

PISA - Il quadro che emerge dalle indagini condotte dai Carabinieri di Pisa e che questa mattina hanno portato all'arresto di Sonia Ori, 58 anni, originaria di Sillano in Garfagnana ma residente sotto la Torre pendente, accusata di maltrattamenti verso i bambini dell'asilo in cui lavorava, si fa sempre più inquietante. Le viokenze avrebbero avuto inizio prima dello scorso anno scolastico ma le indagini dei carabinieri, condotte anche attraverso microspie e telecamere, hanno avuto origine nell'ottobre scorso a seguito della denuncia presentata da un'addetta alla mensa dell'asilo. Gli episodi contestati alla donna sono 19 (vedi articolo e video)

Violenze negli asili: le strane valutazioni della senatrice Puglisi

 
Note di R. Lerici
Fermo restando che rigorosi controlli nelle scuole sarebbero auspicabili, (visto che si continua a trascurare il tema " telecamere"), la lettura di alcune di queste dichiarazioni mi ha lasciato senza parole. Informo comunque la senatrice Puglisi che i casi di maltrattamenti negli asili, nelle scuole materne e alle elementari, sono centinaia. Parliamo, quindi, di una vera e propria emergenza, considerando anche che non tutti i casi arrivano a processo e solo una parte ha una rilevanza mediatica. Mi sarei aspettata, inoltre, che ne "La Buona Scuola" si fosse pensato anche a mettere per iscritto ciò che non si può fare ai bambini. Sembra infatti che in molti casi si scambi l'educazione con la vessazione, il consiglio con l'imposizione, la comprensione con il terrorismo, la crescita con la sottomissione, la relazione con l'umiliazione, la cura con la violenza fisica, e l'insegnamento con l'asservimento. Vogliamo interrompere questa catene dell'orrore o preferiamo continuare a parlare di niente?
 
Maltrattamenti negli asili: nuove regole in arrivo per tutelare i bambini
  
Violenze negli asili: le strane valutazioni della senatrice Puglisi
Arrivano nuove regole per tutelare i bambini negli asili e contrastare episodi come quello avvenuto nel Pisano, dove un’educatrice scolastica di 58 anni ha minacciato, insultato e punito ripetutamente bambini piccolissimi.

Roma, materna Poggiali: condannata maestra che legava i bambini con lo scotch

 

Roma, 9 luglio 2013

Oggi il tribunale ordinario di Roma ha riconosciuto colpevole Maria Teresa Carrarini dei reati di maltrattamenti su minori ed abuso di mezzi di correzione, condannandola a due anni e due mesi di reclusione ed al pagamento delle spese processuali. I fatti risalgono all’ottobre 2006 e furono denunciati dai genitori degli alunni della scuola materna Maurizio Poggiali, quartiere EUR, a Roma.

I bambini all’epoca dei fatti avevano tre, quattro e cinque anni. La maestra, riferirono i bambini, li puniva facendo un uso improprio dello scotch da pacchi “mortificandoli e punendoli in modo del tutto improprio e inadeguato, legandoli alla sedia con lo scocth o attaccando quest’ultimo in varie parti del loro corpo”.

I genitori esprimono profonda soddisfazione per il lavoro scrupoloso ed attento svolto dal giudice della IV sezione penale che oggi ha pronunciato la sentenza, al termine di un processo durato nel complesso più di sei anni. Pieno ascolto è stato dato alle parole dei bambini e dei consulenti del PM che nell’imminenza dei fatti avevano raccolto le deposizioni dei piccoli, e piena credibilità alle famiglie, che ringraziano per il supporto da sempre ricevuto durante la vicenda dalle Istituzioni.

La scuola, pubblica e privata, è un luogo in cui, ogni giorno, insegnanti e operatori svolgono con coscienza, dedizione e passione il proprio lavoro. Questa sentenza ci sembra tutelare proprio loro e i bambini da quanti, invece, agiscono diversamente.

Fonte: agenzie stampa

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