Bambini Coraggiosi - Il blog di Roberta Lerici

Roma, materna Poggiali: condannata maestra che legava i bambini con lo scotch

 

Roma, 9 luglio 2013

Oggi il tribunale ordinario di Roma ha riconosciuto colpevole Maria Teresa Carrarini dei reati di maltrattamenti su minori ed abuso di mezzi di correzione, condannandola a due anni e due mesi di reclusione ed al pagamento delle spese processuali. I fatti risalgono all’ottobre 2006 e furono denunciati dai genitori degli alunni della scuola materna Maurizio Poggiali, quartiere EUR, a Roma.

I bambini all’epoca dei fatti avevano tre, quattro e cinque anni. La maestra, riferirono i bambini, li puniva facendo un uso improprio dello scotch da pacchi “mortificandoli e punendoli in modo del tutto improprio e inadeguato, legandoli alla sedia con lo scocth o attaccando quest’ultimo in varie parti del loro corpo”.

I genitori esprimono profonda soddisfazione per il lavoro scrupoloso ed attento svolto dal giudice della IV sezione penale che oggi ha pronunciato la sentenza, al termine di un processo durato nel complesso più di sei anni. Pieno ascolto è stato dato alle parole dei bambini e dei consulenti del PM che nell’imminenza dei fatti avevano raccolto le deposizioni dei piccoli, e piena credibilità alle famiglie, che ringraziano per il supporto da sempre ricevuto durante la vicenda dalle Istituzioni.

La scuola, pubblica e privata, è un luogo in cui, ogni giorno, insegnanti e operatori svolgono con coscienza, dedizione e passione il proprio lavoro. Questa sentenza ci sembra tutelare proprio loro e i bambini da quanti, invece, agiscono diversamente.

Fonte: agenzie stampa

Note:

GIUSTIZIA MINORILE: LE LACRIME DI UN BAMBINO NON BASTANO PIU'

 

LE LACRIME DI UN BAMBINO NON BASTANO PIU'

Avv. Gerardo Spira

Del cosiddetto percorso protetto la legge non ne parla e nel DPR n. 616 del 1977 si parla in generale della materia dell'assistenza sociale affidata ai Comuni. La delega ne prevede la competenza disciplinare alle Regioni. Le leggi regionali, pur intervenendo sul tema dell'assistenza sociale, lo hanno trattato in via generale negli aspetti più marcatamente avvertiti, delegando ai Comuni l'organizzazione strumentale di supporto alle Istituzioni come la Magistratura.

Non troviamo alcuna disciplina riguardante la tutela del minore nei rapporti con la famiglia e con i genitori separati o divorziati. Troviamo invece molto approfondito l'argomento sui minori dalla legislazione internazionale e da quella Europea come: La Carta delle convenzioni internazionali, le direttive europee, la Carta di Noto, le linee guida del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, la Scheda dei diritti umani, leggi e documenti che insistono sull'obbligo di prestare ascolto al minore, di rispettare la sua personalità e i suoi diritti.

Milano, abusi alla materna: segretaria rinviata a giudizio

 Bambina di 3 anni subisce abusi dalla segretaria della materna

Bambina di 3 anni subisce abusi dalla segretaria della materna

La donna, durante il riposino dei bambini, toglieva la parrucca che porta abitualmente e, fingendosi un uomo, molestava la piccola. I genitori sono riusciti a scoprire cosa accadeva ed è scattata la denuncia Lo leggo dopo La segretaria di una scuola materna di Milano, M.B. di 54 anni, è stata rinviata a giudizio con le accuse di violenza sessuale e percosse nei confronti di una piccola di soli tre anni.

L'incubo per la bambina ha inizio nel luglio del 2011 quando, durante il 'centro estivo', su di lei si concentrarono le attenzioni della segretaria. La donna, che solitamente indossava una parrucca a causa delle cure che stava facendo contro un tumore, durante il consueto 'riposino' dei piccoli, si toglieva la parrucca e fingendosi un uomo prestava le sue particolari attenzioni nei confronti della bambina, accompagnate spesso da minacce e percosse.

A casa la piccola veniva spesso colta da crisi di pianto e da uno stato di inquietudine insospettendo i genitori che, pian piano, sono riusciti a farsi raccontare quanto accadeva. Il 2 agosto i genitori presentarono una dettagliata denuncia ai carabinieri che, dopo una lunga e articolata indagine, scoprirono quanto accadeva alla materna. La donna venne quindi iscritta nel registro degli indagati e ora è stata rinviata a giudizio. Fonte 

PEDOFILIA, EX PARROCO RUGGERO CONTI CONDANNATO ANCHE IN APPELLO

 

Pedofilia, l'ex parroco Ruggero Conti condannato a 14 anni e due mesi Prescritti tre episodi contestati, pena ridotta nel processo di appello 

ROMA - Riduzione di pena in appello per Ruggero Conti, l'ex parroco romano accusato di aver abusato di alcuni bambini che frequentavano la sua parrocchia. La III Corte d'appello di Roma lo ha condannato a 14 anni e 2 mesi di reclusione; per Conti, sentenziata anche la prescrizione per tre episodi contestati. Approfittando delle fragilità di alcuni ragazzi affidati alle sue cure in oratorio e nei campi estivi, abusò ripetutamente di loro. E' l'accusa terribile sigillata venerdì dai giudici con una condanna da molti definita esemplare.

Oggi, Ruggero Conti, ex "guida" della parrocchia romana della Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, è stato condannato in appello per violenza sessuale continuata ed aggravata compiuta tra il 1998 e il 2008. I giudici hanno ridotto così la pena di 15 anni e 4 mesi, inflitta al prelato in primo grado, solo perché prescritti tre episodi contestati. Per l'ex parroco scattarono le manette nel giugno del 2008, proprio mentre stava organizzando con l'oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Dopo i domiciliari e il ritorno in carcere, oggi si è presentato "libero".

Maltrattamenti sui bambini, “pediatri e medici di base non segnalano”

 

Secondo una recente indagine condotta su 1170 dottori di Milano e hinterland da Terre des hommes e Sbam, nonostante 6 volte su 10 venga intuito il disagio, nel 51,5% dei casi il personale medico sceglie di non denunciare perché pensa di non avere prove, di non essere preparato o teme di provocare conseguenze sulla famiglia .

Il sospetto ce l’hanno, eppure non denunciano: è quello che accade a molti medici quando si trovano di fronte al caso di maltrattamenti o abusi commessi a danno di bambini. Nonostante 6 su 10, tra pediatri e medici di base, intuiscano che qualcosa non va, oltre la metà (51,5 per cento) sceglie di non segnalare l’episodio all’autorità giudiziaria, perché pensa di non avere elementi sufficienti, non è preparato su come e a chi fare la segnalazione, o ha timore delle conseguenze sul contesto familiare.

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